venerdì, 19 ottobre 2007

chinaGli italiani firmano per qualsiasi cosa.

Agli italiani piace andare in piazza: solo lì ultimamente si uniscono davvero e si sentono parte di una collettività sulla quale normalmente sputerebbero.
(trovandosi così ad abbracciare durante cori ed inni colui con il quale litigavano poco prima in treno: ah, la piazza).
 
A noi gli italiani mica ci fanno impazzire.
Ma stavolta l’indignazione ultimamente esagerata è benvenuta.
 
Il governo si sta preparando ad un’altra legge che ha qualcosa di sinistro e niente di sinistra.
Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto (testo in pdf), ora in parlamento, che obbligherebbe chiunque faccia "attività editoriale" ad iscriversi al ROC, uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni.
Ciò limiterebbe la libertà dei non iscritti, e renderebbe penalmente rilevanti i contenuti dei testi degli iscritti.
 
Il busillis è l’ ”attività editoriale”, appunto. Ma c’è chi lo spiega meglio di me.
Qui e qui.
 
Non ci piace seguire la polemica facile, crearla è molto più stimolante, divertente.
Ma riguarda da vicino me che scrivo e voi che leggete, voi che scrivete ed io che leggo.
Internet è libero e così deve restare. E questo è un precedente pericoloso. 
Firmate. Parlatene. Scrivetene. E scrivete:  levi_r@camera.it
 
Senza editori, per ora.

 JS

Update
Fatto il template trovato l’inganno, diceva qualcuno.
Cambio il blog (c’è ancora da fare operazione conclusa) e mi fanno la legge.
Fare la vittima sarà antipatico, ma poverino io.
Poverino io.
 
Uppppp date
Siccome Grillo non è stato il primo, thanks to Marco per la precisa segnalazione.
Intenso, adatto, attuale. E non credo c'entri solo il bianco e nero.
[Per quelli che Marco chi??, un giro sui commenti.]

 

 

postato da JohnSoda più o meno alle 14:13 | Permalink | commenti (12)
trattasi di politica, web
lunedì, 11 giugno 2007

Dopo qualche mese di navigazione splinderiana ce ne sono di cose che colpiscono, e alcune possono essere dette senza cadere nell’autoreferenzialità che questo blog spolvera con veemenza casalinga puntando a temi e contenuti certo discutibili, ma sempre “altri” da qui.

Tra queste cose ci sono le opportunità che leggere gli altri ti dà (molte più di tanti altri incroci reali e casuali) che si mischiano allo sconforto della conferma che una vita non basterà mai.
Poi le notizie, poi la fantasia, poi la disapprovazione, poi far passare il tempo.
E via così.
 
Ma poiché qui si va di aspirapolvere anche su tutti i tipi d’elogi, tra le cose che colpiscono fa riflettere la voglia di presenza e di presenze.
 
Apparire, mostrare, divulgare, condividere, sono tutti validi, non c’è un giudizio.
Quelli che si sfogano si sfogano, ma se c’è qualcuno con cui parlarne è piacevole. I seri che ci lavorano molto ed è meglio farlo per qualcuno. Gli scrittori che scrivono per se’ ma perché rifiutare un’opinione. Quelli appassionati di un argomento e se c’è scambio se ne sa di più. Chi vuole ridere e la risata è contagiosa, chi vuole piangere e il pianto di più. O anche semplicemente quelli che vogliono essere una blogstar.
 
Una mischia di motivazioni cui dare un seguito sociologico sarebbe sprovveduto, ma che porta ad alcuni pensieri come questo sulla voglia di intervento, sia essa facile brama di popolarità o condivisione fine a se stessa (o a se stessi).
 
L’alternativa virtuale è certamente solo positiva, è il moltiplicarsi delle possibilità che non può essere discusso, è l’accorgersi tutt' a un tratto dopo secoli che prima di guardare fuori dal mondo ci sarebbe il mondo da guardare.
Ma senza elementari luoghi comuni ecco la conferma di un’idea nell’aria: qualche panchina in più in città sarebbe utile.
Forse non ci si chiacchererebbe molto lo stesso, ma alla peggio qualcuno armato di scolorina ci aprirebbe un blog.
 
Così tutti, da chi non gliene può fregar di meno a chi ci butta solo il cuore a chi darebbe anche l’anima, sarebbe bello vederci un giorno non ricordare più la password.
 
JS

[Aggiornamento: no, la canzone non c'entra niente. rivendico l'esercizio del non sense.]

postato da JohnSoda più o meno alle 19:21 | Permalink | commenti (18)
trattasi di pensieri, web
venerdì, 18 maggio 2007
 
Vento di tempesta soffia sulle note online: le web radio sfiorano la bancarotta.
 
Di Pandora.com abbiamo già parlato ma era solo un triste inizio (post 7maggio).
La Copyright Royalty Board cambia tassa: dalla percentuale sul rapporto tra profitto e numero di canzoni trasmesse, alla tassa su ogni singola canzone a seconda di quanti utenti la ascoltino. E’ questa la causa della chiusura, per ora solo europea di Pandora: 3 milioni e mezzo di dollari in royalties. Stesso destino per Slacker.com.
La Warner e la Universal sono in causa con le maggiori radio come Imeem.com e Myspace.com per violazione del copyright, e se la legge dovesse passare entrerebbe in vigore il 15 luglio 2007, con catastrofica retroattività al primo gennaio 2006.
 
La risposta delle radio è L’Internet Radio Equally Act, una nuova proposta di legge di Jay Inslee and Donald Manzullo, membri della Camera dei Rappresentanti: "se approvata, permetterà di ritornare al precedente sistema di dazi basato sulla percentuale del profitto. La percentuale sarà stabilita al 7,5%, ovvero identica a quanto pagato attualmente dalle radio satellitari.
 
I diritti d’autore tornato protagonisti del web e dei tribunali.
La legislatura a tale proposito è delicata, così com’è comprensibile la tutela delle major.
Ma supporto ogni battaglia che riguardi la libertà del web perché sono convinto che il futuro dell’industria musicale sia nei live, ed alternativo al controllo dei supporti e dei diritti. Per me sentire musica online è, ed è stata, un’enorme risorsa culturale.
 
Vi chiedo di dare un occhio a www.savenetradio.org : dall’Italia è legalmente difficile muovere qualcosa ma si può diffondere la notizia e sensibilizzare: ad utilizzare le radio online siamo 80 milioni e a borbottare tutti insieme si fa un bel casino.
 
Se preferite fatelo sulle note di qualche bella canzone incazzata: di seguito le radio che ancora possiamo sentire. Per poco?
 
www.Last.fm
www.accuradio.com
www.Imeem.com
 
...I wanna dance with my baby
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 13:17 | Permalink | commenti (1)
trattasi di musica, web
lunedì, 07 maggio 2007

 

yahootimecapsuleC’è un sito davvero ben fatto che vale la pena di visitare, tra i tanti in cui sfruculiare e perdere ore meravigliose.

 

E’  www.number27.org , e l’ha realizzato un giovane web designer di nome Jonathan Harris che si “sbatte” un bel pò, ora coniugando immagini a indagini sociologiche, ora più semplicemente giocando con le parole.

Harris collabora con Yahoo ed ha partecipato per un anno al progetto Fabrica, la straordinaria fucina di talenti di casa Benetton, a Treviso ma più che internazionale ( www.fabrica.it ).

 

Su number27.org trovate un elenco dei suoi lavori.

C’è  www.10x10.com , una sorta di quadro fotografico che tenta di dare un’immagine contemporanea di 100 fotografie che in quel minuto sono protagoniste online, collegandole alle news relative.   www.justcurio.us coniuga l’arte della parola a quella del dialogo tra internauti: una serie di domande e risposte completamente autogestite, per chiunque voglia dei consigli, ami chiedere, o dare (più frequente) opinioni su qualunque argomento..

Per i più romantici, o più semplicemente per chi vuole trovare 10 minuti di pace con il mondo (vi assicuro che per me è stato terapeutico) si veda www.love-lines.com , paradiso online di “i love…”, dove ognuno è libero di scrivere cioè che ama, e di postare una foto relativa. Superbo.

Sono un’infinità e spiegarli è riduttivo data l’importanza ricoperta dalle immagini.

Dateci un’occhiata, il tutto fa molto “we are family”, e di Totti neanche l’ombra.

 

Ps: www.treathmeter.com  , ovvero come l’ironia sia spesso l’arma migliore contro le paure, specie se indotte dalla politica bushista. Per i bloggers invece, www.understandingvorn.org , ne trovate a pacchi .

PPs: alcuni in questi giorni sono sospesi, ci si augura riprendano presto.

Per sapere quelli in funzione si rimanda a www.number27.org .

 

postato da JohnSoda più o meno alle 17:18 | Permalink | commenti (2)
trattasi di web , società
lunedì, 07 maggio 2007

Dear Pandora Visitor, we are deeply, deeply sorry to say that due to licensing constraints, we can no longer allow access to Pandora for most listeners located outside of the U.S. We will continue to work diligently to realize the vision of a truly global Pandora, but for the time being we are required to restrict its use. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.

Prima o poi doveva succedere, Pandora ha chiuso, almeno in Europa. A poco è servito per i più scaltri usare lo zip code americano.

Per i pochi che non la conoscessero, Pandora è il sito che grazie al Music Genome Project, un esclusivo sistema di analisi musicale, permette di trovare similitudini e affinità tra le canzoni, partendo da quella inserita dall’utente. Insomma, vi piacciono Britney Spears, Mozart, Michael Jackson o Ben Harper? Lo si digita, si ascolta, e via così anche per le canzoni che somiglianti o che, per i bassi, per la velocità, per gli strumenti usati, vi dovrebbero piacere.

 

E’ in esclusiva per gli States, non c’è molto da fare, se non inserire dall’ Homepage www.pandora.com la propria email, ed attendere nuove comunicazioni.

 

E’ una piccola tragedia web, ma aspettiamo con ansia i consigli di chi, come spesso succede online, ha già trovato un altrettanto comodo sostituto.

 

JS

postato da JohnSoda più o meno alle 12:03 | Permalink | commenti
trattasi di musica, web