mercoledì, 30 gennaio 2008
Perché io a letto dopo Carosello non ci sono mai andato.
Di Carosello ricordo un remake con Ambra Angiolini, indecoroso ed inevitabilmente fallito. Una delle motivazioni potrebbe essere che il co-conduttore era Calimero in versione virtuale, anche se mi piace pensare che fosse una geniale trovata creativa per la quale guardavi, guardavi, guardavi aspettando che il femmineo pennuto evacuasse sulla spalla della conduttrice.
Lei, dal canto suo, era in purgatorio: un buon dopofestival ma non ancora beatificata, sempre appesantita da quei kg in più. Ora che oscilla tra un Modigliani ed un Munch è tornata in auge: giovane scoperta del cinema, icona di una moderna intellighenzia di sinistra (Dio è morto ma pure Berlinguer e si vede).
D’altronde l’Angiolini ha potuto ottenere il pass per la consacrazione in un solo modo: svernare in silenzio sfornando prole e facendo la moglie.
Perché a destra o sinistra del Belpaese la donna fa la donna e l’uomo l’uomo.
Poi c’è la Pivetti.
Poi c’è Malgioglio.
E che ora la ragazza (Ambra, non Gristiano) sia intoccabile è uno di quei misteri dei media italiani.
Per esempio.
Striscia la notizia, diciamolo, è raccapricciante, e dio benedica il fatto che da me la tv a tavola non c’è mai stata (avrebbe tolto tutto il gusto di quei bei litigi in famiglia che solo i pasti...). Ma prendendo un po’ di Iene, un po’ di Mi manda Raitre, un po’ di Paperissima e compagnia bella è vent’anni che fidelizza l’italietta. Da qui a chiamare Antonio Ricci genio, temendolo nei corridoi Mediaset quasi quanto Confalonieri o Fatma Ruffimi (esiste, esiste), passa un bel fiume d’intelligenza.
Eppure è così: Antonio Ricci, genio televisivo. Ma siccome non c’è limite all’indecenza in Rai diventa Michele Guardì, Maestro della televisione. Così si parafrasa anche la differenza tra viale Mazzini e Cologno Monzese: uno rompe i maroni come voce fuori campo per tutto il programma, l’altro canta le sigle del Gabibbo (o di Gabibo, come c’insegnava l’improbabile Eva Henger qualche anno fa).
 
Resuscita Ambra, resuscita Frizzi. Resuscita Frizzi, resuscita la Dalla Chiesa.
La Dalla Chiesa: da difensore della legalità e dell’antimafia a difensore di Forum e supporter di Forza Italia, a fianco di Pippo Franco e Iva Zanicchi; con la differenza che con Iva un piatto di lasagne, due bottiglie di lambrusco ed una gara di rutti la faresti volentieri, con Rita dopo mezza bottiglia piangereste insieme i brutti momenti delle vostre vite (vince lei: voi non avete sposato Frizzi). Con Pippo Franco la gara di rutti la perderesti perché lui si esercita tutti i sabati sera in tivvù.
Non smetterò mai di tessere le lodi del pubblico presente a quelle squallide scenette direttamente dal Salone Margherita: carriere in bilico della Roma Magnona maccheccefregamacheccimporta, pronte a sorbirsi Gullotta che finge di essere un uomo che finge di essere una donna. O la Yespica, unica donna al mondo capace di mostrare tette e culo contemporaneamente. O Martufello (solo scriverlo è imbarazzante) che quando parlava con la U al posto della V riusciva quasi ad avere senso (Lauo l’uua) ma adesso evita: fuori target. PierFrancesco Pingitore, Maestro televiso: un altro.
E Minoli e Freccero a spegnersi sigarette sulle braccia.
Allora decidi che la tv fa schifo e guardi solo lo pseudo-intellettuale: Ghezzi,  la Bignardi, la Dandini, quella gente lì.
La Dandini ha cambiato voce. Intendo: ha cambiato voce. Non si capisce se si sia operata a qualcosa (di più non voglio sapere), o se le abbiano semplicemente cambiato il microfono.
…ah, la voce. C’è gente che è cresciuta accarezzata da quella di Corrado, coccolata da quella di Mina, intenerita dal piccolo coro dell’antoniano, viziata da Enzo Tortora che anche il pappagallo era educato.
Oppure chi, come il sottoscritto, è venuto su a Wanne Marchi, a parola di baffo, a Simona Ventura post divorzio.
(A proposito, all’Antoniano c’era Mariele Ventri, ora la sorella gira le tv promuovendo la sua beatificazione. E’ aperto il televoto).

Direi che come premessa alla carriera televisiva la voce ha la sua importanza, ma non è seconda a saper articolare. Maurizio Costanzo che bofonchia bestemmiando le peggio banalità su un Paese che non esiste più ne è il tipico caso:un uomo che è riuscito ad andare più giù del pubblico che ha allevato. Biascicando.

[CONTINUA...]

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trattasi di televisione, flussi e riflussi
domenica, 25 novembre 2007

Rai e Mediaset si parlavano?concordavano i palinsesti??
e tutto quando al governo c'era il proprietario stesso di Mediaset!?!
porca miseria. non è incredibile??
no dico, mai uno ci avrebbe pensato...!
chi se lo poteva mai immaginare?
con signori rispettabili come Rossella, Mimun, Vespa poi! e per queste inezie,  le elezioni regionali, i risultati…come se fossero informazioni che contano.

…succedono davvero cose incredibili che nessuno sospetterebbe
che stupore
oibò

JS
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trattasi di pensieri, politica, televisione
domenica, 21 ottobre 2007
Esterna
Ormai oggetto di tesi di laurea ed indagini sociologiche, l’Esterna nient’altro è che un contributo filmato precedentemente alla trasmissione. Solo che contributo filmato lo dicono quelli seri mentre esterna a Predestino- Centocelle suona meglio.
Solitamente è lo spunto da cui dovrebbero partire polemiche agghiaccianti, poi dibattute in studio, che vanno da sei qui solo per le telecamere a “abbella vedi de andattene, và”, fino ad improperi e contumelie propriamente detti.
          
ErreVuEmme
Se l’Esterna è il contenuto del contributo filmato, l’ErreVuEmme ne è la forma.
Insomma vuol dire “il video”, il filmato, è semplice. Perlomeno potrebbe esserlo, se non si chiamasse ErreVuEmme.
 
Tronista
Detto questo, detto tutto.
 
Quello che passa
Qui si fa della sociologia, della filosofia, della Maria.
Il presupposto è semplice: la televisione è un medium ma non ci passa enegia elettrica, ci passano i sentimenti. Tu, sì, tu, lurida sgualdrina che sbraiti minchiate su di uno sgabello ikea da 9 euro e lo fai come fossi a Spaccanapoli ma già vedendoti darla a Piersilvio tu sei in televisione, quindi tu devi farmi provare qualcosa; cioè Quello Che Passa.
Ma Quello Che Passa può anche essere quello che ho capito io pubblico parlante, che posso così insultarti impunemente perché non sono io che ti sto dando della sgualdrina, ma tesoro, è Quello Che Passa. Quindi colpa tua, che Non Passi abbastanza.
In ultima istanza quello che non passa si può chiamare anche quello che ha mangiato pollo.
E passala, su.
 
Pubblico Parlante
E’ il punto nevralgico del nuovo mondo, direbbe Jovanotti .
Composto da molte donne e qualche uomo, è la voce della ggente che vigila attenta sulle complicate trame sentimentali o televisive a seconda della trasmissione.
Volti storici che rimarranno impressi secola seculorum sono personaggi quali Daniela, Paola e Rosy, donne amiche della menopausa e di tutto ciò che comporta.
Notare lo sventolìo di fogli fogliettini e ventagli spesso alle spalle della conduttrice.
Danno il via a discussioni che lasciano perplessi fino alla fine, quando cresce a dismisura l’ammirazione per cotanta abilità nel trovare la polemica anche dove Sgarbi faticherebbe.
Testimonio lunghe irresistibili risse per un accavallamento di gambe, per un buongiorno al posto di un ciao
 
La Redazione (al secolo Vanessa)
In un normale ufficio avere a che fare con gli scocciatori è frequente.
In un normale ufficio parlare di stronzate capita sia altrettanto frequente.
In questo ufficio il lavoro consiste nel fare le due cose contemporaneamente: i redattori sono poveri lavoratori chiusi negli squallidi uffici di Cinecittà a grattarsi i problemi.
Casting, colloqui e riunioni che passano dalle proposte su chi far tradire chi, alle idee su dove cXXo metterli quei due lì per l’appuntamento televisivo di domani, possibilmente seminudi, a gennaio inoltrato (che in sauna non ci vogliono più).
La redazione è anche una sorta d’archivio notarile, tirato in ballo nei più assurdi litigi come garante di una verità assoluta.
 
Seduta
E’ una sedia. Ma loro la chiamano così: seduta. (Maria: aggiungiamo una seduta in studio per favore?)
Non so perché, e insomma fatevi una ricerca. A me continua ad essere ignoto.
C’ho riflettuto: nulla. Ipotesi per ora più quotata: il participio dà più importanza, fa chic.
 
Gelato
Ok, questo lo dicono tutti, è il microfono e si sa. Ma quando lo dice Maria de Filippi, lì si annusa l’ebbrezza di chi sa come tenere il potere, fingendo di far piccole cose ma riuscendo a distruggerne di grandi.
 
Opinionisti
Devono essere: carini, ignoranti, poco coscienti della propria ignoranza. Ignoranti l’ho già detto?
Meglio se urlano, meglio se offendono, ottimo se insinuano dubbi che neanche la De Filippi c’aveva pensato.
Ottengono il rinnovo del contratto se superano la soglia di minuti minima di discussioni futili.
Lavorano però anche due sere a settimana: un tavolo pronto all’ Hollywood e foto per marchi come Donna Loka e Monella Vagabonda. Haute Couture naturalmente.
 
Il post è defilippico e defilippico rimarrà fino in fondo.
Lei non ha sigle, non ha saluti, non ha lanci pubblicitari.
Quindi me ne vado.
 
 
JS
 
 
 
I Ching del giorno
Ricordate sempre che voi potete fare tutto.
Tutto è raggiungibile, nulla è al di fuori delle vostre possibilità.
Anche il più grande sogno ha il diritto di essere realizzato, e chiunque può arrivarci.
Se Stefano Bettarini è pubblicista…
 

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trattasi di televisione
venerdì, 05 ottobre 2007

*Aggiornamento di sabato in fondo al post.

Ecco. Uno ha una cosa da dire, una di quelle che proprio deve uscire perchè non ce la fa più, si prepara a sfogare tutta la bile possibile in un post accio, et voilà, Grillo ti sputtana il post.

Di Gianni Riotta, direttore del tg1, parlo lo stesso.
Noi (io e voi, miei cari lettori, lo so) l’abbiamo tenuto d’occhio, abbiamo come si suol dire lasciato lavorare per un po’ l’HaRiott Potter de noantri.
Occhialini rotondi, camicia bianca e cravatta nera, il gentleman Gianni si presenta gongolante alla scrivania del tg con un look tra Iena e maghetto di Hogwarts.- questo è giusto per non smentirci e sottolineare un po’ d’elementi fisici, non molto politically correct ma innegabili segni premonitori-.
 
Qualche settimana di assestamento e mette mano a Tv7,  storico settimanale del telegiornale di raiuno, inventandosi lo studio ed i dibattiti in diretta (presunta, vista l’improbabile presenza all’una di notte di anziani signori quali Scalfari o Sartori).
Uomo d’aplomb anglosassone per la vita newyorkese, prima come allievo poi come insegnante e corrispondente, il nostro valoroso è l’ennesimo martire sulla poltrona più scomoda d’Italia che si appresta a non cambiare nulla di quello che trova. Come il Silvio d’annata che giurava “non sposterò neanche una pianta”, non s’azzarda a rivoluzionare il copione ormai ingiallito di un’informazione stanca. Dopo il suo insediamento (condiviso e di larghe intese nel cda Rai) Riotta per giorni ostenta modifiche, mai realizzate, ai contenuti: “un tg sulla notizia, un tg di dibattiti, un tg che non risponda alle logiche della politica”.
Poi il “panino” è sempre lì, con botta e risposta di politici che paiono ogni giorno di più lamentosi grassi piccioni che tubano su di un filo precario.
 
E qui la novità: nessuna modifica ai polverosi contenuti, ma incontenibile divertimento ai bottoni della grafica. Appena capisce che è casa sua e quasi quasi non lo vede nessuno, Potter si scatena e decide che è tempo di restyling. Situazione pericolosa quanto una sessantenne in crisi esistenziale che varca la porta del chirurgo: nessuno ha idea di cosa ne possa uscire, ma tutti hanno molta paura.
I titoli del tg1 avevano un senso nella loro irritante solennità:
 
TADA’
 (che poi può essere PAPA’M o solo PAM, ognuno ha la sua onomatopea e non facciamo i raffinati, ma la solennità è chiara)
–  tragedia a Lampedusa, morti quattro clandestini nel tentativo di raggiungere le coste
 TADA’-
Prodi all’unione: o si resta coesi o il governo cade –
  - TADA’
Pannella fa sciopero della fame e non passa la canna a Capezzone
 
 
…e via così, quel bel suono tra il trombone ed una rude elettronica anni '80 che tra un titolo e l'altro ti suggeriva che erano le venti.
 
Ora guardate i titoli del tg1. Guardateli.
Su, fate questo sforzo che ne vale la pena.
Fatto?
Bene, proprio così: dal solenne storico TADA’ al piccolo striminzito sottotono (e permettetelo, cazzutissimo)             
 
 
 
turù
 
 
 
Fa così. Fa turù, o qualcosa di molto simile.
Striscia piano piano come non fosse successo niente. Coccola noi, poveri telespettatori avidi di tragedie e scandali, in una nenia da Vita in Diretta.
Così, tomo tomo, cacchio cacchio, Sottovoce.
Poco importa che i saluti finali ce li faccia “tutta la redazione del Tg1”: quel viscido suono elettronico deve sparire.
Esattamente come quell’enorme etichetta grafica sulla “pagina politica”.
Esattamente come l’angolo con l’ospite politico di turno.
Esattamente come lo scintillio azzurro puffo che scorre da parte a parte dietro la testa del giornalista in studio.
Una perfetta rappresentazione d’encefalogrammi piatti.
 
JS
 
 
 
 
PS
Per chi non avesse ancora avuto il privilegio di vedere il tiggì, o per chi proprio si strappasse i vestiti per l'argomento irresistibile, qui Vincenzo Mollica e dico Mollica, mica uno serio, ci parla delle prodezze di questo cambio epocale nell'informazione mondiale.
 
 
PPS
A proposito di Beppe Grillo, che ultimamente evito di citare per vari motivi (un tentativo d’originalità, ad esempio?): Riotta sta facendo a pezzi Grillo come tutti, ma un po’ di più, perché Raiuno ce l’ha grosso.
Una settimana fa dalla scrivania di Tv7 insieme ad uno Scalari imbufalito sfoggiava questa tesi, in soldoni: noi caro Grillo l’abbiamo invitata, lei non è voluto venire, forse sottrarsi al confronto non fa onore alla sua ostentata idea di democrazia, comunque noi parliamo lo stesso.
Parlatene, liberi di farlo. Ma sfugge il passaggio nel quale il non accettare un invito significa non essere democratici. O peggio, non avere il coraggio delle proprie idee. Ognuno parla dove vuole (Berlusconi docet) e non necessariamente dal maghetto delle notizie.
Da uno che all’università ha studiato Logica ci si aspettava di più.
 
 
 
 
POSTILLA
Il cha cha cha delle segretarie
Qualcosa avrete sentito, in breve succede così:
Mario Giordano, il Grande Bambino dalla testa grossa, l’Alieno, saluta Studio Aperto e tutte le vecchie orge fatte insieme, e passa a Il Giornale, da cui viene cacciato Maurizio Belpietro che va a Panorama. Il buco a Studio Aperto lo chiude Giorgio Mulè arrivato da Videonews, testata di –aperte le virgolette – approfondimenti - chiuse le virgolette (realizza Verissimo, Tempi Moderni, Secondo voi e L’antipatico).
Giri di valzer a casa Silvio insomma. Che sia o no l’odore di elezioni anticipate come molti sostengono, non preoccupatevi: tette per tutti.
 
 
 
*
...perchè riuscirò a rendere questo post infinito.
O più semplicemente perchè mi sono dimenticato un dettaglio.
Un paio d'anni fa un popolo di blogger (e di cittadini) occupava piazze e web per gli attentati all'informazione del governo Berlusconi.
Sigle e scenografie a parte,(sebbene noi gente di mondo sappiamo quanto conti la forma) , basta un'occhiata al tg di Riotta per capire chi governa ora, perchè lo capirebbe un'eschimese cieco.
Quando usate chilometri di carta per chiedervi perchè l'antipolitica, quando alzate la voce per urlare la vostra distorta visione del mondo, fermatevi. Non serve Pagnoncelli per spiegarci l'ovvio.
Miei cari signori, è più facile di quello che pensate: sì, sono gli elettori di sinistra delusi.
E adesso?
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trattasi di televisione, editoria
venerdì, 20 luglio 2007

Insopportabile. Assolutamente insopportabile.
Il gossip puö rovinare la vita. Puö limitare se non rubare le libertä personali. Puö, con la sua insistenza, far impazzire.
Ma puö far vivere.

Sentire in queste settimane molti dei personaggi popolari in Italia lamentarsi insistentemente delle persecuzioni post vallettopoli e´ insopportabile.

La sottile linea rossa che divide chi ha torto da chi ha ragione e' tracciata dalle intenzioni. Leggere le lamentele di Aida Yespica, Alessia Fabiani, Ana Laura Ribas e compagnia bella suscita indifferenza prima, rabbia poi.
Tutte persone divenute "famose" grazie alla loro capacitä di far parlare di se´, di spargere pettegolezzi e costruire allusioni in grado di aumentare esponenzialmente i cachet di tristi serate provinciali.

Bene.
Un favore dopo anni in cui ci si chiede che mestiere facciano potrebberlo farlo: smetterla di fare le vittime e lasciarci, finalmente, ridere di gusto per le loro disgrazie.
Questo si´ che e´ divertente.

JS


(PS: gli accenti vari, le imprecisioni e la mia solita assenza di questa settimana e´ dovuta ora a Berlino.
Se volete lamentarvi fatelo con chi costruisce tastiere senya "e" con l´accento.
Saluti con kartoffen)
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trattasi di televisione
domenica, 10 giugno 2007
 
La televisione italiana è povera di tutto: dai debiti in Rai, agli ascolti sempre più bassi di casa Piersilvio. Gli show degli anni ’80 chi li rivede più, i 10 milioni di telespettatori neanche a parlarne.
Ma c’è una cosa che non manca mai, tra le cosce di veline inconsapevoli e i ricchi premi e cotillons.
 
La presenza dei portatori di Verità ci salva dai peccati televisivi e rendiamo grazie a Dio. Ringraziamo perché senza il saio del tubo catodico cadremmo in tentazione, e invece ecco che veniamo salvati dalla costante tele evangelizzazione.
Raiuno ci ricorda che siamo fatti “a sua immagine”, prima di proporci messa e recita dell’angelus, e investe Vespa della responsabilità di non far torto a nessuno.
Così la sera della messa in onda di Sex Crimes and Vatican due ore buone di segreti di Fatima sono d’obbligo.
 
Rete 4 preferisce le quote rosa, e così è Irene Pivetti a presentarci in prima serata 120 minuti di miracoli. Chicche eterogenee per ogni gusto, dalle madonne che piangono sangue (umano), a servizi come “In diretta con Gesu’” (tanto il sabato sera è libero anche lui), o “Sedetevi e moltiplicatevi” (ove la conclusione è: no a fecondazione assistita perché c’è Santa Francesca). Tralasciando naturalmente i caratteri scientifici, perché “non è importante che il miracolo annuale di san Gennaro sia stato spiegato scientificamente: qui la gente ci crede”.
E non sarà rete4 a deluderli.
 
Parlare di fondamentalisti islamici va di moda, perché ogni immagine che c’arriva da quelle parti sa di religione. E’ curioso però come il classico albergo italiano e la classica tv vista da uno straniero, non ci farebbero apparire molto diversi.
 
E a questo proposito, novità in vista per le messe televisive: trema la poltrona dell’arcivescovo Piero Marini, regista impegnato dall’87 nella messa in onda mondiale delle liturgie tv e, pare, non molto gradito a Papa Ratzinger.
Con Giovanni Paolo II la forma era diventata meno romana, più internazionale; il canto gregoriano e la polifonia non venivano più utilizzati, sostituiti da musiche più consone ad Asia, Africa e paesi latini.
 
Troppa allegria per il pastore tedesco.
 
Peccato però.
Peccato che proprio non abbia capito: l’efficacia dell’uso del mezzo televisivo per l’evangelizzazione è forte.
Ma lo è proprio grazie all’affetto che il telespettatore porta verso quel mezzo che per anni l’ha coccolato, viziato, divertito e tentato.
 
Insomma caro Joseph, meglio un prete all’isola dei famosi, che una messa in latino.
 
JS
 
 
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trattasi di religione, televisione
martedì, 22 maggio 2007
 
Ne parlano tutti e m’ ero ripromesso di non farlo.
Ma arriva in casa nostra e giusto un accenno mi tocca.
 
Sex crimes and vatican ormai lo conoscono tutti, il documentario della BBC sui preti pedofili e sulla presunta copertura dell’allora cardinale Ratzinger.
Come si sarà capito non sono certo un papaboy né un fan dell’opus dei, ma nemmeno trovo utile l’attacco frontale alla Chiesa se ideologico e di moda.
 
Causa dell’interessamento allora? Michele Santoro lo sta acquisendo per 20.000euro come direttore “ad personam” di AnnoZero.  Apriti cielo, è il caso di dirlo.
 
Landolfi, presidente di vigilanza: «Una evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore generale di non aderire a quella richiesta. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il servizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa».
Fassino glissa, adduce la responsabilità al direttore generale Cappon.
Mentana aspetta al varco, ed annuncia che fallisse con la Rai, interverrebbe con Matrix per l’acquisizione.
 
C’è da dire che il bravo Santoro a fare il proprio programma e a non vedersi sui giornali proprio non ce la fa, e che potrebbe lavorare senza scandali almeno un annetto come tocca fare a molti altri.
Ma anche che lo scandalo è costruito, e poteva accadere solo tra una pizza e un mandolino, solo da noi.
 
Il dato di fatto è che in Italia probabilmente non potremo vedere un documento giornalistico prescindendo dal contenuto.
In Italia ci sono argomenti di cui si può parlare, altri no.
 
A Rignano linciamo, in Vaticano benediciamo.
 
Andate in pace, per carità.
 
Nel nome del Padre, del Figlio, e del segreto di Stato.
 
JS
 
 
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trattasi di politica, religione, televisione, società
sabato, 19 maggio 2007

 

Di tv abbiamo chiacchierato spesso.  Ma oggi mi ha preso una nostalgia canaglia, e con gli occhi vitrei ad una tv dai mille canali e poche idee il pensiero vola a quando “si stava meglio quando si stava peggio”.

 Ci mancano Indietro tutta e Quelli della notte, Samarcanda e Non è mai troppo tardi. Il “nanetto” di Frassica, le sigle dell’Eurovisione, Sandro Curzi direttore, Carlo Freccero a raidue.
 
Facili queste, belle ore in cui l’”effetto piazza” era garantito, e tutto sembrava un evento popolare.
Ma ci manca tanto altro.
 
Ci manca Davide Mengacci testa rossa country colours, e le floride signore folk che girano il risotto.
 
Rimpiangiamo la faccia rotonda di Wilma de Angelis, macchiata d’olio fritto, e Pamela di Non è la Rai che sclera epilettica sulle note di Think.
Gabriella Golia, un tempo in posizioni improbabili su pouf orrendi intenta a giocare con il logo di Italia1, o quelle belle genuine litigate Tra Moglie e Marito, senza troni ma con quel buon sapore d’ illusoria modernità televisiva.
 
E poi Pronto Raffaella e i fagioli milionari, La Storia Infinita mandato la domenica pomeriggio.
Il Supertelegattone.  
 
Ahi ahi ahi se faccio un figlio, ahi ahi ahi lo chiamo Emiglio, sempre meglio di basiglio, se è una femmina non so.
 
Sandra Milo e Ciro, Ciro, Ciroooooo.  ( http://www.youtube.com/watch?v=ZU9HlUnyHhs )
Discobambina, Sugar sugar  e Cosafai tra sogni e tv, pomeriggi che non passano più”.
Dallas, Arnold, Supervicky. I Jefferson i Robinson, Hazzard, Supercar.
Occhi di gatto, One di Bim Bum Bam, il corvo Rockfeller.
 
Ciribiribì, Kodak.
 
Lo so Milva, lo so: “…the shooow must go oooooooon. The shoooow must go on…”
 
Ma ecco fatto.  
Avevo solo voglia anch’io, una volta, di dire: ai miei tempi…
 
JS
 
 
PS: Nota d'attualità.
 
Si fa un gran parlare delle bambine-cantanti di "Come Vasco Rossi", canzone che spopola su Youtube
E' scritta dal padre musicista, ne parlano molti giornali in questi giorni. Sarò moralista ma a me fa una gran tristezza.
Qualcosa mi dice che tra 20anni non ci mancheranno tanto quanto il Telegattone....
Supporto quindi la versione alternativa:  http://www.youtube.com/watch?v=HZsXGk95ts0 
 
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trattasi di televisione
domenica, 13 maggio 2007
Un post di veloci news televisive, le ultime almeno per un po’, si spera.
 
Apocalypse Show – Vietato Funari
Non è servito il cambio autorale repentino da Diego Cugia (Celentano, Morandi, ecc) a Giampiero Solari, altro della scuderia Ballandi. Via De Luigi- Ortega, D’Alessio all’apertura, Depardieu, Monicelli. Funari in sedia a rotelle impedito dalla tosse e difficilmente comprensibile.
Ascolti:  
I PARTE  2.496 (12,95%)
II PARTE 1 1.344 (10,56%)
La corrida fa il 33%...
 
1 contro 100
Non l’ho visto, mi limito ai dati. Il nuovo preserale del biscione condotto da Amadeus è partito bene lunedì:3.830.000 ascoltatori con il 25,36% di share . Ma attenzione, già calano gli ascolti: la seconda parte del programma realizza meno della prima de l’Eredità di Raiuno. Ne parleremo perché la cancellazione sembra non lontana, anche se sarà rimandata il più possibile: sarebbe la seconda per Amadeus in una stagione, e Mediaset in quella fascia è da tempo in grave difficoltà.
 
Vota Antonio
Cancellato. Ovvio.
Raidue è nel caos, come già detto piu volte nel blog la situazione è tesa e trema, finalmente, la poltrona di Marano, aggrappato unghie e denti.
Ma è crisi in tutta la Rai. Dagli autori ai direttori, da Padoa-Schioppa e Prodi a Del Noce. Will see.
 
Le chicche del giorno
Si parla di Roberta Lanfranchi per la nuova edizione dell'Isola dei famosi, orfana di Simona Ventura. Aiuto.
 
Mentre ieri sera pochi italiani si addormentavano davanti a Funari, guardate un pò cosa dilettava decine di milioni di europei dalla tv ucraina a molte altre. SUBLIME.
 
 
JS
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trattasi di televisione
sabato, 12 maggio 2007
Scotti poteva almeno evitare gli imbarazzanti “Sembra fatto apposta!”.
 
Al terzo concorrente de La Corrida (lo so, inizio serata a dir poco sfortunato il mio) che dichiarava i 50anni di matrimonio ed oltre, almeno al terzo, poteva evitarlo.
Prima la coppia di veronesi sclerati per il rock&roll, poi la vecchia, e ancora una. Era tutto uno “stare insieme con impegno”, “l’amore è una fatica”, tutto un “l’Italia normale” (l’Italia normale? Alla Corrida??). E Scotti a ripere “vi assicuro, sembra fatto apposta oggi ma non è!”.
 
48 anni, 50anni, 40anni di matrimonio; la cerimonia a 17, 18, 22.
Così, uno dopo l’altro.
 
Ora: che Scotti si stupisca di tali “coincidenze” è inverosimile, data l’età media dei suoi concorrenti e l’epoca in cui hanno vissuto; e che politicamente sia un messaggio che serva a qualcosa suona ridicolo, visto che la tv ormai non la guarda nessuno e nessun giovane (tranne me) è a casa a scegliere la Corrida.
 
Dunque i casi sono due:
 
O chi sta SU è messo male, ma proprio male, ma proprio male male.
E allora si tira un sospiro di sollievo dato che tutti i mezzi li ha dispiegati e di più non può.
 
O Scotti, dopo la candidatura per una sua presenza al Family Day, da lui stesso quasi promossa, ci tiene a ribadire i suoi principi, che magari male non fa alla vita in azienda.
 
 
….quasi quasi “sembra fatto apposta”.
Per decidere avete il tempo di un semaforo.
 
JS
 
 
 
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trattasi di politica, televisione
giovedì, 10 maggio 2007
Post leggero,ma quanto mi sono divertito.
Ieri sera, ore 1.00, Markette, ospite Alfonso Signorini, la direttora di “Chi”.
Direttore di una rivista Mondadori, impiegato a Mediaset per Verissimo e Scherzi a parte,  appena entrato Signorini si vanta un po’ di una telefonata di complimenti al giornale appena ricevuta dall'ex premier. Poco dopo, rivela di essere stato il secondo a venire a sapere dell’attuale gravidanza della figlia Barbara, addirittura prima di papà Silvio.
Fin qui nulla di male, un’evidente amicizia con la famiglia.
Poi si parla di gay (novità a Markette) e il direttore si dichiara contrario ai Dico, contrario alle adozioni, sostenitore della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio e su uomo e donna; aggiunge che probabilmente andrà al Family Day.
Ancora poco di strano, solo un altro gay vicino alle posizioni clericali e più conservatrici.
 
Ma scusatemi, quando ad un certo punto Signorini dichiara “non se ne può più di questi gay che fanno frociaggini in televisione” scappa proprio da ridere.
Certo, se solo “Chi” non vendesse sulle 700.000 copie. Se solo non facesse un po’ paura.
 
JS
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trattasi di politica, televisione
giovedì, 10 maggio 2007
Stiamo seguendo l’ahimè infito destino di Marano da un po’. Oggi, nel pomeriggio, la proposta di sostituzione del direttore di raidue fatta dal consigliere Sandro Curzi è stata bocciata per 5 a 4.
I Ds sono furiosi, vedono come un muro le decisioni dei consiglieri di centrodestra, e dichiarano che "Una destra irresponsabile vuole mandare a fondo la Rai, boccia il documento su Rai Uno e Rai Due e condanna il servizio pubblico alla paralisi". I consiglieri di centrodestra, reduci dal vertice di ieri con Silvio Berlusconi, rivendicano la decisione e smentiscono motivazioni politiche.
Continueremo a seguire la fiction più riuscita della tv italiana, meglio di Ris e Csi: “Cda”, la vita in Rai.
JS
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trattasi di politica, televisione
mercoledì, 09 maggio 2007

Ieri il Tg5 ha mostrato il video girato in Iraq dal militare Mario Lozano, lo stesso che la notte del 4 marzo 2005 sparò sulla macchina in cui viaggiavano Nicola Calipari, rimasto ucciso, e Giuliana Sgrena appena rilasciata dai taliban dopo il lungo sequestro.

Il video è stato velocemente acquisito dalla Procura di Roma per essere esaminato, ed eventualmente utilizzato, dalla corte d’assise nel processo contro Lozano, in atto a Roma in contumacia (cui unico caso in Italia sono i reati politici), aggiornato a lunedì prossimo.

Le questioni della vicenda sono tante, tecniche, diplomatiche, morali, ma una piccina di casa nostra è particolarmente interessante, più soft, ma significativa. E come si dice, a pensar male…

 

Carlo Rossella è un giornalista facilmente etichettabile, anche uno non lo conoscesse capirebbe subito come la pensa, e delle sue simpatie atlantiche non ha mai fatto misteri (citiamo i deliziosi titoli “Miami, storie dalla capitale del mondo che verrà” , e “Grand Hotel. Il mondo visto da 35 camere d’albergo”, entrambi "stranamente" Mondadori). Eleganza galateo garbo e chiccherìe.

Nell’edizione del tg5 e nelle successive, oggi compreso, il video viene analizzato: il giornalista dice che la distanza dell’auto è evidentemente a 50 metri o meno, ovvero l’auto s’era avvicinata troppo, l’allarme era stato dato. Ad ulteriore prova, il muretto di fianco alla macchina sarebbe il fine ultimo degli avvertimenti, perciò questa aveva azzardato. La tesi non è dichiarata, ma piuttosto evidente per tutto il servizio: il video proverebbe la spalvaderia di autista e passeggeri.

 

A volte le trame atlantiche sono tessute in seta, e a nido d’ape: leggère ed eleganti.

Do ut des: mando il video ma ne uscite bene. No worries, i still love you.

 

Parleremo di Carlo Rossella nuovamente per due motivi: perché emblematico di un giornalismo con più amici che nemici, e perché arriva l’estate e chissà che lusso là a Miami.

 

Anche di Calipari riparleremo presto. Per il processo in corso a Roma, ma anche per le reazioni della stampa  dei governi, opposte nei due Paesi coinvolti. E’ esemplificativo un passo di un articolo di USA Today, che sottolinea come  "il caso abbia incrinato le relazioni tra Stati Uniti e Italia e i due paesi siano giunti a differenti conclusioni nei rapporti sull'incidente.”

 

Ci si prova perché l’argomento è ostico per un pigro quale sono.

Ma a tal proposito linko una pagina davvero interessante, ringraziando Macchianera.net.

E’ il testo del rapporto Usa sulla vicenda Calipari.

Difficile ne parli, il Tg5…

http://www.macchianera.net/files/rapportousacalipari-noomissis.pdf 

 

JS

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trattasi di politica, televisione
martedì, 08 maggio 2007

 

Alla Rai leggono Soda Caustica?

Difficile, lo so. Ma ieri ci si sfoga su Marano e oggi il Corriere titola “Il nodo del cambio Marano-Minoli”.

Giovanna Cavalli spiega nell’articolo che nel Cda Rai, evidentemente in crisi ultimamente e già dichiarato da alcuni illegittimo, si parla di nuovo di sostituire Minoli a Marano alla guida di raidue, proposta già bocciata l’8 marzo. Cappon definisce la questione Raidue come un servizio “con ascolti editoriali in flessione e qualità di servizio inadeguata”.

 

Che le nostre preghiere siano state ascoltate?

 Noi ci riproviamo: Cappon, se sta leggendo anche oggi… sì a Minoli. E azzardiamo: se proprio non riesce a metterlo alla guida di raiuno, Freccero a Raisat va bene. Sempre meglio di niente.

 

JS

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trattasi di politica, televisione
lunedì, 07 maggio 2007

Va in onda VotAntonio. Essendo una recensione in diretta è quel che è, ma è possibile che la Rai non ce la faccia? Non serve un grande esperto di comunicazione: Antonio Marano la deve finire, se ne deve andare. Da anni si sa che la soluzione non è comprare i format, ma lui continua e appena può si accaparra i più nazional-popolari, e senza adattarli alla realtà italiana. Raidue è riuscita a diventare in pochi anni la rete delle casalinghe di Voghera. Era la rete dei film, delle serie tv più seguite (dopo decenni di repliche di ER, resiste Lost calante e sprofondano le casalinghe), aveva una pseudo autorevolezza da rete di stato, non certo da Cnn ma neanche da All Music. Ora in onda ci sono le Spose Perfette, c’era Wild West, è tutto un Italia sul due (anche il sabato adesso, in teoria per i giovani, in pratica per le stesse vecchie del giovedì, del venerdi ecc.; in teoria con argomenti nuovi, in pratica con gli stessi ma declinati in giovinezza).

Marano si è giocato il possibile, le ha povate tutte, ne ha azzeccate poche. Affezionatissimo dell’Isola ormai in declino, decide di proseguirla senza la Ventura, e non dico niente ma vedremo. Manda la Parietti allo sbaraglio e le cancellano lo show. Monica Leofreddi viene promossa meritatamente e le affidano un pomeridiano/serale, Donne, che tende al basso, cui succede il ritorno della D’Eusanio, che altissima non è mai stata.

 

VotAntonio potrebbe essere un programma piacevole se le proposte fatte dai “candidati” in studio fossero interessanti. Non dico tutte, ma se il filo rosso fosse un piccolo spirito rivoluzionario, un “riprendiamoci il potere” popolare, qualche bella idea salterebbe fuori, anche la più piccola. D’altronde la gggente con 3 g qualcosa di intelligente, o perlomeno brillante a volte lo trova. Invece la tentazione è quella de La Corrida, e allora via semi analfabeti che urlando si mettono in ridicolo, con la differenza che è meglio vederli ballare e cantare da Scotti, che parlare come fanno da Canino.

L’entrata di Baudo iniziale avrà aiutato gli ascolti del debutto, ma il Pippo nazionale straborda, si sa, e comunque poco può fare al programma.

 

Lui, Canino, è sempre bravo e ce la mette tutta, ma si pensava avesse smesso con le urla dai tempi di Cronache Marziane. La dimensione del programma dovrebbe somigliare più a lui, ironico e con la voglia di cazzeggio, e meno ad un format con le immagini sfumate, gli applausi inutili ed esagitati ed i tagli che dire evidenti è poco.

 

Stasera è lunedì, e raidue snocciola VotAntonio, la Grande Notte (bravo Gnocchi ma Afef?), e  12° Round: quest’ultimo dovrebbe essere il programma “alto”, di qualità, della serata. Ammazza.

 

JS

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trattasi di televisione