mercoledì, 20 giugno 2007
A Segolene R e François H, Anna F e Stefano R, , Gianfranco F e Daniela dS.
Quelli dal brutto periodo che se ne accorgono un attimo prima.
 
say cheeseSe quando mi ha chiesto il sale l’ho guardata con quella faccia un po’ così ho i miei motivi.
L’ha fatto con un leggero gesto di stizza e io avevo appena imbevuto il cervello in uno di quei tristi ma ammiccanti articoli statistici genere Tito Boeri o Nando Pagnoncelli.
Forse la mia coinquilina non voleva davvero uccidermi, forse le sarebbe bastato seviziarmi, o semplicemente sono suggestionabile, non sono in quel 29,1% e dunque sono vivo.
 
Mica poco, gli altri 70 su cento si possono reputare fortunati a finire che so, sotto un tram, nel mezzo di una sparatoria, ad un corteo CGIL o travolti da un insolito leghista in parlamento.
Il 29,1% tra i 621 morti del 2005 invece è morto in famiglia e rileggendo la cosa in questi giorni la sensazione è inquietante.
Assistendo al fuggi fuggi generale dal sacro vincolo viene da chiedersi se il borioso milione del family day si sia contato, al ritorno.
 
Poi magari avevano ragione e il matrimonio serve davvero.
Allora, su, non siano così egoisti da tenere tutto per loro, condividere è cristiano ed è evidente che tutti anelino ad un pò di comodità.
I coltelli sono nel primo cassetto, il mocio vileda è in bagno, e se fai in fretta un buon bicchiere di bianco in poltrona non te lo leva nessuno che c’è la fiction su Erba.
 
Fatto sta che il sale gliel’ho passato ma appoggiandolo sulla tavola.
Di mano in mano porta sfiga e non è periodo, non si sa mai.
 
JS
 
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trattasi di religione, società
domenica, 10 giugno 2007
 
La televisione italiana è povera di tutto: dai debiti in Rai, agli ascolti sempre più bassi di casa Piersilvio. Gli show degli anni ’80 chi li rivede più, i 10 milioni di telespettatori neanche a parlarne.
Ma c’è una cosa che non manca mai, tra le cosce di veline inconsapevoli e i ricchi premi e cotillons.
 
La presenza dei portatori di Verità ci salva dai peccati televisivi e rendiamo grazie a Dio. Ringraziamo perché senza il saio del tubo catodico cadremmo in tentazione, e invece ecco che veniamo salvati dalla costante tele evangelizzazione.
Raiuno ci ricorda che siamo fatti “a sua immagine”, prima di proporci messa e recita dell’angelus, e investe Vespa della responsabilità di non far torto a nessuno.
Così la sera della messa in onda di Sex Crimes and Vatican due ore buone di segreti di Fatima sono d’obbligo.
 
Rete 4 preferisce le quote rosa, e così è Irene Pivetti a presentarci in prima serata 120 minuti di miracoli. Chicche eterogenee per ogni gusto, dalle madonne che piangono sangue (umano), a servizi come “In diretta con Gesu’” (tanto il sabato sera è libero anche lui), o “Sedetevi e moltiplicatevi” (ove la conclusione è: no a fecondazione assistita perché c’è Santa Francesca). Tralasciando naturalmente i caratteri scientifici, perché “non è importante che il miracolo annuale di san Gennaro sia stato spiegato scientificamente: qui la gente ci crede”.
E non sarà rete4 a deluderli.
 
Parlare di fondamentalisti islamici va di moda, perché ogni immagine che c’arriva da quelle parti sa di religione. E’ curioso però come il classico albergo italiano e la classica tv vista da uno straniero, non ci farebbero apparire molto diversi.
 
E a questo proposito, novità in vista per le messe televisive: trema la poltrona dell’arcivescovo Piero Marini, regista impegnato dall’87 nella messa in onda mondiale delle liturgie tv e, pare, non molto gradito a Papa Ratzinger.
Con Giovanni Paolo II la forma era diventata meno romana, più internazionale; il canto gregoriano e la polifonia non venivano più utilizzati, sostituiti da musiche più consone ad Asia, Africa e paesi latini.
 
Troppa allegria per il pastore tedesco.
 
Peccato però.
Peccato che proprio non abbia capito: l’efficacia dell’uso del mezzo televisivo per l’evangelizzazione è forte.
Ma lo è proprio grazie all’affetto che il telespettatore porta verso quel mezzo che per anni l’ha coccolato, viziato, divertito e tentato.
 
Insomma caro Joseph, meglio un prete all’isola dei famosi, che una messa in latino.
 
JS
 
 
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trattasi di religione, televisione
martedì, 22 maggio 2007
 
Ne parlano tutti e m’ ero ripromesso di non farlo.
Ma arriva in casa nostra e giusto un accenno mi tocca.
 
Sex crimes and vatican ormai lo conoscono tutti, il documentario della BBC sui preti pedofili e sulla presunta copertura dell’allora cardinale Ratzinger.
Come si sarà capito non sono certo un papaboy né un fan dell’opus dei, ma nemmeno trovo utile l’attacco frontale alla Chiesa se ideologico e di moda.
 
Causa dell’interessamento allora? Michele Santoro lo sta acquisendo per 20.000euro come direttore “ad personam” di AnnoZero.  Apriti cielo, è il caso di dirlo.
 
Landolfi, presidente di vigilanza: «Una evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore generale di non aderire a quella richiesta. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il servizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa».
Fassino glissa, adduce la responsabilità al direttore generale Cappon.
Mentana aspetta al varco, ed annuncia che fallisse con la Rai, interverrebbe con Matrix per l’acquisizione.
 
C’è da dire che il bravo Santoro a fare il proprio programma e a non vedersi sui giornali proprio non ce la fa, e che potrebbe lavorare senza scandali almeno un annetto come tocca fare a molti altri.
Ma anche che lo scandalo è costruito, e poteva accadere solo tra una pizza e un mandolino, solo da noi.
 
Il dato di fatto è che in Italia probabilmente non potremo vedere un documento giornalistico prescindendo dal contenuto.
In Italia ci sono argomenti di cui si può parlare, altri no.
 
A Rignano linciamo, in Vaticano benediciamo.
 
Andate in pace, per carità.
 
Nel nome del Padre, del Figlio, e del segreto di Stato.
 
JS
 
 
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trattasi di politica, religione, televisione, società
domenica, 20 maggio 2007
 
L'umanità sta stretta nella religione così come un bambino, crescendo, diventa troppo grande per il suo vestito; e non c'è niente da fare: il vestito si strappa.
Schopenhauer, Arthur L'arte di insultare, Adelphi, Milano
 
Le religioni, volendo estendere il loro potere fuori del campo strettamente religioso, rischiano di non essere credute in alcun campo.
Alexis de Toqueville
 
Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un'eccezione.
Richard Dawkins
 
Lo spirito religioso si adatta ad ogni nuova scoperta, dopo averla demonizzata di anatema. Rettifica, riscrive, reinterpreta. […] La logica clericale macina ogni contraddizione e annulla la rimozione di ieri, ormai inservibile, con nuove e più sofisticate rimozioni.
Paolo Flores d’Arcais
 
La religione è stata dannosa perché ha fatto in modo che la gente credesse a cose delle quali non esistevano prove concrete, e questo ha falsato il pensiero di tutti, ha falsato i sistemi di educazione e creato anche una completa eresia morale: e cioè che è bene credere a determinate cose e male credere ad altre, senza domandarsi se queste cose sono vere o false.
Russell, Bertrand Bertrand Russell dice la sua, Longanesi, Milano, 1982 (1960)
 
Non c'è nulla, senza dubbio, che calmi lo spirito come un rum e la vera religione.
Albert Einstein
 
JS
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trattasi di pensieri, religione, societÃ