martedì, 29 gennaio 2008
kiss me silvioUn giorno di pioggia
Pierferdi e Gianfranco incontrano Silvio per caso
Poi Walter finita la pioggia l’incontra
E si scontra con Silvio e così

Il dolce sorriso di Silvio
Nel loro pensiero ora c’è

 
Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.


Ma pure Clemente che è un buon amico
del biondo ed atletico Dini
Si è già innamorato di Silvio
Ma ancora non sa che anche Dini lo è

Ed ecco che la gelosia
In questa storia entrerà

 
Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.


Il tempo sistema un po' tutte le cose
e Dini e Clemente fan pace
l'amore ha bussato alla porta di Silvio
e forse ora lui gli aprirà

Chissà chi sarà il fortunato
che il Nano così sposerà


Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.
 

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.

postato da JohnSoda più o meno alle 12:25 | Permalink | commenti (11)
trattasi di politica, grossolana ironia, cronache distorte
venerdì, 23 novembre 2007
Signori,
mi avete scoperto.
Sto lavorando al partito del popolo delle Libertà, e ci sto lavorando alacremente.
 
Come scusa per un'assenza così lunga, e come anticipazione al mio ritorno che avverrà a giorni,vi lascio con un indiscrezione rubata all'ufficio stampa del collega Onorevole Sandro Bondi.
 
A presto, prestissimo, o splendido popolo del facciamo un pò quel cazzo che ci pare.
 
JS
Un’emozione da poco
PierAnna Oxa
 
C'è un Ppl che cresce in me
e l'incoscenza svanisce
e come un viaggio nella notte finisce
dimmi, dimmi, dimmi che senso ha
dar spallate a Prodi senza pietà
uno che non si è mai sentito finito
anche quando è caduto, mai
 
per me, per me, no coalizione
solo una povera illusione
un pensiero banale
il governo ci rimane
invece, per me, più che normale
che un Veltrone da poco,
mi faccia stare male
una parola detta piano basta già
 
ed io non vedo Forza Italiàà
non vedo più a che punto sta
la netta differenza fra un’opposizione
e la più stupida pazienza
no, io non vedo più l’ Udc
nè quanta tenerezza fu lì:
la mia incoerenza
pensare che vivreste benissimo anche senza.

C'è un partitone che cresce in me
e una paura che nasce
solo Rotondi che confonde la mente
nessuno mi sente e poi,
 
per me, più che normale
che Alleanza Nazionale, mi faccia stare male
una parola detta piano basta già:
Gianfranco Fini non entreràà,
non vedo più a che punto sta
la netta differenza fra una coalizione
ed un partito d’emergenza,
no, io non vedo più la realtà
Storace, Carfagna, Galan,
la Santanchèèè
pensare che stavolta forse perdo la pazienza.
postato da JohnSoda più o meno alle 17:06 | Permalink | commenti (9)
trattasi di politica, autoreferenze, grossolana ironia
lunedì, 15 ottobre 2007
Dopo Al Gore, il Nobel per la pace andrà l’anno prossimo a Mario Tozzi.
Il giornalista anticipa che i fondi saranno spesi bene, affronteremo la piaga che rovina l’Italia: salveremo gli orsi del parco d’Abruzzo. Si parla così anche di Pulitzer  allo stesso Picozzi per la chiusura di Studio Aperto orfano degli orsi.
(Ora è chiaro quel bizzarro e macabro mistero scritto nel testamento di Alfred Nobel: è mio esplicito volere che, dopo la mia morte, mi vengano aperte le vene, e che le mie spoglie vengano cremate in un cosiddetto crematorio.) (testamento vero)
 
Il Premio Strega andrà a Rob Brezsny perché neanche in giuria sono riusciti ad evitare di dire “che bello l’oroscopo di Internazionale”.
 
And the Oscar goes to Vlady.
Nella motivazione si legge “per l’indiscutibile talento nell’interpretare sceneggiature difficili, ermetiche, ma d’indiscusso valore artistico”.

 

Assegnato anche il Pulitzer per la fotografia, vinto quest’anno da Michelino Cortellazzo, un bambino di otto anni di Cavenago di Brianza, che grazie al cellulare regalatogli da mamma ha scattato la foto del lettino senza pipì.
 
Anticipazioni da casa nostra: Telegatto a Mr. Lui  per i migliori ascolti della stagione.
(Si mormora che dall’Isola dei Famosi Cecchi Paone infuriato abbia fatto un casino).
 
Visti i tempi, io mi tengo stretto il Mongolino d’Oro.
 
postato da JohnSoda più o meno alle 15:30 | Permalink | commenti (22)
trattasi di grossolana ironia
lunedì, 25 giugno 2007
 
Giorni difficili a Veltronia.  
Fassino Paperino non riesce a sfuggire alla sua proverbiale sfortuna. Ha appena saputo che dovrà lasciare la sua villetta di Via della Quercia tra pochi giorni e soffre all’idea di doversene andare. In fondo c’era stato solo qualche anno, e non aveva chiesto poltrone più comode; ora oltre al danno la beffa: cederla a Gastone Veltrone, il fortunato cugino.
Ma Roman de' Paperoni ha deciso così e quello che decide lo zione si sa, è indiscutibile.
 
E’ un tardo pomeriggio quando sdraiato sulla poltrona in preda alla malinconia, Paperino sente il chiacchiericcio dei nipotini che tornano dall’assemblea di scuola.
Uil Cisl e Cigl sembrano allegri, ma avanzano richieste ferme: o la paghetta resta la stessa anche in casa nuova, o loro non andranno a scuola.
Ancora preoccupazioni per lo sfortunato papero.
 
Ad infierire squilla il telefono con trillo minaccioso:
- Paperino!! A rapporto al deposito, SUBITO!
Il suono non mentiva: è lo zione, e il nostro sfortunato deve correre sulla collinetta del monte citorio da cui il deposito domina la città.
 
- All’arrivo di Gastone Veltrone voglio tutto a posto! - tuona il ricco papero -
Vorrà vedere il tesoretto, cosa aspetti a lucidarlo?
Ah, c’è un'altra faccenda: l’entrata del deposito così non va bene. Lo scalone è troppo alto, non vorrai che il cugino c’inciampi??
Hai due giorni per metterla a posto. E ricorda: scalini, non scaloni! -
 
Oltre al danno la beffa: carico d’ira, Fassino Paperino è sul punto di esplodere.
Ma ahimè, al solo pensiero dei debiti accumulati negli anni è costretto a tacere e ad accettare la decisione.
 
In città ognuno dice la sua. Mickey Mussi non ci sta e Indiana Viscs severo vigila su tutti.
 
Riusciranno i nostri eroi ad accogliere il nuovo arrivato senza combinarne una delle loro?
Lo scopriremo fra sette giorni.
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 13:11 | Permalink | commenti (25)
trattasi di politica, grossolana ironia, metafore prescritte
venerdì, 22 giugno 2007
Ci mancherà perché era colui che ce l’ha sempre fatta.
In questo triste momento è giusto che le annose, amare discussioni spariscano, perchè è inutile scendere nei particolari quando dall’alto tutto risulta più chiaro.
E così facciamo, ricordando quanto la sua vita sia stata importante per tutti noi.
 
Con lui si spostò tutto più al centro, poiché iniziative a dir poco democristiane divenivano ricatti della sinistra radicale, e così la società si moderava.
Non annoiava mai: i toni erano sempre alti, e visto che non sono un coglione, come amava dire, la sparava sempre più grossa mantendo i toni vivaci e la tensione costante.
Amava l’ordine e ripuliva le strade dalle fastidiose diversità; la sintesi e riuniva con praticità legislativo esecutivo e giudiziario.
Amava amici ed alleati, e non aveva timore a fare passi indietro per non farli arrabbiare.
 
E poi la libertà: basta pudori, perché l’Italia era un paese giustizialista mentre lui un uomo garantista, perché alla moglie almeno presentava gli uomini, perchè quando era necessario aveva il coraggio di quei sani scioperi fiscali di ribellione al governo ladro.
In Italia si mangiava meglio da quando aveva rimesso i bambini nel menù, e spolverato il rassicurante pericolo comunista, che da Berlinguer chi ci pensava.  
Lui da loro ci proteggeva.
 
Ma insieme alla serietà con la quale si dedicava al mondo conviveva un animo bonario, declinazione della medesima intelligenza.
In Europa tutti lo ricordano per il suo umorismo. Si rimpiangono gli sperticati elogi verso le nostre belle donne, e le più popolari corna che strappavano sempre un sorriso alla folla.
Ecco, lui regalava sorrisi, faceva sognare.
Tutto ciò mentre non stanco nobilitava quel capitalismo eroico quasi idilliaco, diventando politico perché ricco, e ancor più ricco perché politico.
 
Ora ci piace immaginarlo così, in continua ascesa sulle scale dell’esistenza e sportivo come sempre, salire di corsa gli scalini di Arcore e raggiungere la vetta gridando: Adrianoooo.
Adriano ma anche Sandro, Cesare, Gianfranco, Umberto, Giuliano, amici cari di una vita, cui siamo sicuri serberà una poltroncina lì, sulla nuvoletta dorata dove non piove mai.
 
 
Questo è un coccodrillo.
Si dice che fatto in anticipo allunghi la vita al destinatario.
E io non c'ho mai creduto.
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 20:42 | Permalink | commenti (24)
trattasi di politica, amarezze, grossolana ironia