mercoledì, 18 luglio 2007
Non è mai stato un blog personale. E siccome il blog è mio e decido io, non lo sarà neanche stavolta.
 
A Londra colpiscono molte cose. La tolleranza per esempio. O la varietà. O più semplicemente i grandi numeri. I vestiti, i colori, le facce, le borse, i cappelli.
I cappelli, i cappellini, le piume:
la Regina.
 
In Italia popolo sovrano. In Inghilterra sudditi.
Mica facile pensare d’esser sudditi, noialtri. Sudisti, sudati, sudici. Sudditi no.
Bravissimi nella sudditanza psicologia del potere e bravissimi, allo stesso tempo, nella sovranità personale.
Non che una briciola di cinismo sia introvabile tra gli inglesi: come da noi, i disillusi dalla politica ci sono e fanno pure baccano.
 
Ma se in Italia e in gran parte d’Europa la casa reale riesce a strappare sorrisi e pettegolezzi che neanche la Stephanie Forrester più impegnata, qui la cosa è presa più seriamente.
Personalmente, quasi.
L’orgoglio d’essere italiani trova slancio nel belpaese nell’arte, nelle meraviglie paesaggistiche. Nel genio, l’estro, l’umanità.
Gli slanci verso lo Stato sono e furono molto diversi: le monetine a Craxi, le bombette da contestazione, i carri allegorici onnipresenti nelle piazze manifestanti.
 
Forse anche da noi quando lo straniero commenta sarcastico l’orgoglio nasce spontaneo.
Sì: nasceremo italiani, moriremo italiani.
Ma non con la mano sul cuore, a meno che si tratti d’infarto.
 
Just sensations. Just impressions.
Anyway. God save the Queen.
E tante care cose a Napolitano.
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 02:32 | Permalink | commenti (17)
trattasi di esteri, cronache distorte