Guarda, sono tutti lì. Portano giacche di sartoria, tagliano e cuciono e portano via. Dicono di donne, uomini e bambini, piangono di morti senza fine.
Piangono le parole scritte da altri, in stanze costruite da altri, con mogli sposate, da altri, conquistate, con altro, pettinate dal vento delle occasioni. Donne che mandano giù anche quello che non ci entra perché una volta digerito occuperà poco e renderà di più. Donne che aprono le gambe con firme notarili, che generano assicurazioni sulla vita crescendo cordoni ombelicali come scomodi inquilini.
Ridono svaccati in salotti egocentrici, su divani che mai rifiuterebbero un culo.
Bevono ossigeno rubato a polmoni malati per urlare più forte non si respira!
Tirando il fiato, in cielo e in terra: al cielo ci penseranno quando arriveranno in cima, intanto imparano a volare, piantando le unghie ingiallite su schiene piegate con testa alta e passo sicuro.
Forza, al lavoro! c’è un dito da puntare su chi è girato e un altro per dire è stato lui.
Ci sono mani per dire di sì, firme per dire no, parole per dire entrambi dicendo nulla.
Guarda, sono ancora lì. Sorridono sicuri di un alito piacevole mentre intorno si annaspa nei loro virus. Galleggiano sostenuti dal sale che hanno rubato.
Fumano sicuri di sputare tutto mentre dentro s’incrostano di colpe pesanti. Sono colpe di altri, sono mondi di altri in cui entrare non serve finchè non si è obbligati. A quel punto anche la sofferenza sarà una gita utile a dimostrare di saperne di più.
A loro si guarda dal basso con la sensazione di essere altissimi. Come montagne di immondizia, l’ultimo arrivato godrà della cima, per poco, sopra vecchie carcasse puzzolenti che hanno fatto la loro parte.
E alla fine non appena si saranno scavati una cuccia d’oro la decomposizione sarà silenziosa.
Spariranno tra i commiati revanchisti e di loro rimarranno lodi generiche già preparate.
Vederli è un brutto spettacolo, guardarli è pornografico.
Riconoscerci è orribile.
Pape Satàn, pape Satàn aleppe.
JS
postato da JohnSoda più o meno alle 19:35 | Permalink | commenti (14)
trattasi di politica, amarezze
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