mercoledì, 30 gennaio 2008
Perché io a letto dopo Carosello non ci sono mai andato.
Di Carosello ricordo un remake con Ambra Angiolini, indecoroso ed inevitabilmente fallito. Una delle motivazioni potrebbe essere che il co-conduttore era Calimero in versione virtuale, anche se mi piace pensare che fosse una geniale trovata creativa per la quale guardavi, guardavi, guardavi aspettando che il femmineo pennuto evacuasse sulla spalla della conduttrice.
Lei, dal canto suo, era in purgatorio: un buon dopofestival ma non ancora beatificata, sempre appesantita da quei kg in più. Ora che oscilla tra un Modigliani ed un Munch è tornata in auge: giovane scoperta del cinema, icona di una moderna intellighenzia di sinistra (Dio è morto ma pure Berlinguer e si vede).
D’altronde l’Angiolini ha potuto ottenere il pass per la consacrazione in un solo modo: svernare in silenzio sfornando prole e facendo la moglie.
Perché a destra o sinistra del Belpaese la donna fa la donna e l’uomo l’uomo.
Poi c’è la Pivetti.
Poi c’è Malgioglio.
E che ora la ragazza (Ambra, non Gristiano) sia intoccabile è uno di quei misteri dei media italiani.
Per esempio.
Striscia la notizia, diciamolo, è raccapricciante, e dio benedica il fatto che da me la tv a tavola non c’è mai stata (avrebbe tolto tutto il gusto di quei bei litigi in famiglia che solo i pasti...). Ma prendendo un po’ di Iene, un po’ di Mi manda Raitre, un po’ di Paperissima e compagnia bella è vent’anni che fidelizza l’italietta. Da qui a chiamare Antonio Ricci genio, temendolo nei corridoi Mediaset quasi quanto Confalonieri o Fatma Ruffimi (esiste, esiste), passa un bel fiume d’intelligenza.
Eppure è così: Antonio Ricci, genio televisivo. Ma siccome non c’è limite all’indecenza in Rai diventa Michele Guardì, Maestro della televisione. Così si parafrasa anche la differenza tra viale Mazzini e Cologno Monzese: uno rompe i maroni come voce fuori campo per tutto il programma, l’altro canta le sigle del Gabibbo (o di Gabibo, come c’insegnava l’improbabile Eva Henger qualche anno fa).
 
Resuscita Ambra, resuscita Frizzi. Resuscita Frizzi, resuscita la Dalla Chiesa.
La Dalla Chiesa: da difensore della legalità e dell’antimafia a difensore di Forum e supporter di Forza Italia, a fianco di Pippo Franco e Iva Zanicchi; con la differenza che con Iva un piatto di lasagne, due bottiglie di lambrusco ed una gara di rutti la faresti volentieri, con Rita dopo mezza bottiglia piangereste insieme i brutti momenti delle vostre vite (vince lei: voi non avete sposato Frizzi). Con Pippo Franco la gara di rutti la perderesti perché lui si esercita tutti i sabati sera in tivvù.
Non smetterò mai di tessere le lodi del pubblico presente a quelle squallide scenette direttamente dal Salone Margherita: carriere in bilico della Roma Magnona maccheccefregamacheccimporta, pronte a sorbirsi Gullotta che finge di essere un uomo che finge di essere una donna. O la Yespica, unica donna al mondo capace di mostrare tette e culo contemporaneamente. O Martufello (solo scriverlo è imbarazzante) che quando parlava con la U al posto della V riusciva quasi ad avere senso (Lauo l’uua) ma adesso evita: fuori target. PierFrancesco Pingitore, Maestro televiso: un altro.
E Minoli e Freccero a spegnersi sigarette sulle braccia.
Allora decidi che la tv fa schifo e guardi solo lo pseudo-intellettuale: Ghezzi,  la Bignardi, la Dandini, quella gente lì.
La Dandini ha cambiato voce. Intendo: ha cambiato voce. Non si capisce se si sia operata a qualcosa (di più non voglio sapere), o se le abbiano semplicemente cambiato il microfono.
…ah, la voce. C’è gente che è cresciuta accarezzata da quella di Corrado, coccolata da quella di Mina, intenerita dal piccolo coro dell’antoniano, viziata da Enzo Tortora che anche il pappagallo era educato.
Oppure chi, come il sottoscritto, è venuto su a Wanne Marchi, a parola di baffo, a Simona Ventura post divorzio.
(A proposito, all’Antoniano c’era Mariele Ventri, ora la sorella gira le tv promuovendo la sua beatificazione. E’ aperto il televoto).

Direi che come premessa alla carriera televisiva la voce ha la sua importanza, ma non è seconda a saper articolare. Maurizio Costanzo che bofonchia bestemmiando le peggio banalità su un Paese che non esiste più ne è il tipico caso:un uomo che è riuscito ad andare più giù del pubblico che ha allevato. Biascicando.

[CONTINUA...]

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trattasi di televisione, flussi e riflussi
martedì, 29 gennaio 2008
kiss me silvioUn giorno di pioggia
Pierferdi e Gianfranco incontrano Silvio per caso
Poi Walter finita la pioggia l’incontra
E si scontra con Silvio e così

Il dolce sorriso di Silvio
Nel loro pensiero ora c’è

 
Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.


Ma pure Clemente che è un buon amico
del biondo ed atletico Dini
Si è già innamorato di Silvio
Ma ancora non sa che anche Dini lo è

Ed ecco che la gelosia
In questa storia entrerà

 
Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.


Il tempo sistema un po' tutte le cose
e Dini e Clemente fan pace
l'amore ha bussato alla porta di Silvio
e forse ora lui gli aprirà

Chissà chi sarà il fortunato
che il Nano così sposerà


Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.
 

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.

postato da JohnSoda più o meno alle 12:25 | Permalink | commenti (11)
trattasi di politica, grossolana ironia, cronache distorte
venerdì, 25 gennaio 2008
 
Guarda, sono tutti lì. Portano giacche di sartoria, tagliano e cuciono e portano via. Dicono di donne, uomini e bambini, piangono di morti senza fine.
Piangono le parole scritte da altri, in stanze costruite da altri, con mogli sposate, da altri, conquistate, con altro, pettinate dal vento delle occasioni. Donne che mandano giù anche quello che non ci entra perché una volta digerito occuperà poco e renderà di più. Donne che aprono le gambe con firme notarili, che generano assicurazioni sulla vita crescendo cordoni ombelicali come scomodi inquilini.
Ridono svaccati in salotti egocentrici, su divani che mai rifiuterebbero un culo.
Bevono ossigeno rubato a polmoni malati per urlare più forte non si respira!
Tirando il fiato, in cielo e in terra: al cielo ci penseranno quando arriveranno in cima, intanto imparano a volare, piantando le unghie ingiallite su schiene piegate con testa alta e passo sicuro.
Forza, al lavoro! c’è un dito da puntare su chi è girato e un altro per dire è stato lui.
Ci sono mani per dire di sì, firme per dire no, parole per dire entrambi dicendo nulla.
 
Guarda, sono ancora lì. Sorridono sicuri di un alito piacevole mentre intorno si annaspa nei loro virus. Galleggiano sostenuti dal sale che hanno rubato.
Fumano sicuri di sputare tutto mentre dentro s’incrostano di colpe pesanti. Sono colpe di altri, sono mondi di altri in cui entrare non serve finchè non si è obbligati. A quel punto anche la sofferenza sarà una gita utile a dimostrare di saperne di più.
 
A loro si guarda dal basso con la sensazione di essere altissimi. Come montagne di immondizia, l’ultimo arrivato godrà della cima, per poco, sopra vecchie carcasse puzzolenti che hanno fatto la loro parte.
E alla fine non appena si saranno scavati una cuccia d’oro la decomposizione sarà silenziosa.
Spariranno tra i commiati revanchisti e di loro rimarranno lodi generiche già preparate.
 
Vederli è un brutto spettacolo, guardarli è pornografico.
Riconoscerci è orribile.
Pape Satàn, pape Satàn aleppe.
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 19:35 | Permalink | commenti (14)
trattasi di politica, amarezze
venerdì, 25 gennaio 2008

back_soon

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

...perchè a volte ritornano.

 

js redivivo

 

postato da JohnSoda più o meno alle 14:40 | Permalink | commenti (6)
trattasi di autoreferenze