martedì, 27 novembre 2007
Per far luce sugli argomenti a volte è utile parlare di lampade.
Una in particolare aiuta descrivere una sensazione comune ancora silenziosa.
La lampada in questione, celeberrima quanto brutta, è un cetriolone trasparente che contiene il magma colorato mosso dal calore. Essa troneggia da sfondo nei peggiori film sugli anni ’70, in alcuni bar (dove probabilmente si fa lo scontrino prima di pagare) e nelle case di chi si difenderà sostenendo che è un regalo.
 
Una volta comprata la lampada (un acquisto irrazionale e d’impulso,  ça va sans dire) si torna a casa emozionati, si collega alla presa e si aspetta, sicuri di imminenti e veloci giochi di elementi. Si attende con la fiducia dei bambini una presa di forma, che i cerchi si chiudano. Poi ci si stufa. C’è da fare, ci si distrae insomma, e lampada sta lì in un angolo, impantanata e indefinita, come nei peggiori film sugli anni ’70.
Fino all’inevitabile delusione.
 
Ecco, oggi succede che nuotando nel mare della cronaca nera ci si incagli nell’appiccicoso blob della giustizia. Dopo i primi interessi (appassionanti, diciamolo) su chi abbia fatto cosa, con il passare del tempo la curiosità svanisce lasciando un forte amaro in bocca. Passano giorni, a volte mesi, e mette a disagio vedere che la soluzione è lontana, che è così difficile fare giustizia. Ma se ne parla poco perché imbarazza dirlo, e perché fare certe allusioni, come queste ai tempi lunghi, espone un po’ troppo e mette a disagio.
Invece è importante dire che lampada fa poca luce perché la fa al proprio interno.
Così come davanti a pagine e pagine di cronaca nera, noi vediamo tutto, conosciamo ogni movimento, ma continua ad essere buio.
 
I Ching del giorno
Voci da Montecitorio confermano lo sfizioso pettegolezzo.
Si dice che Gianfranco Fini abbia una passione per i videogiochi:
da mesi non si staccherebbe un minuto da Second Wife.
postato da JohnSoda più o meno alle 12:28 | Permalink | commenti (18)
trattasi di giustizia, metafore prescritte
domenica, 25 novembre 2007

Rai e Mediaset si parlavano?concordavano i palinsesti??
e tutto quando al governo c'era il proprietario stesso di Mediaset!?!
porca miseria. non è incredibile??
no dico, mai uno ci avrebbe pensato...!
chi se lo poteva mai immaginare?
con signori rispettabili come Rossella, Mimun, Vespa poi! e per queste inezie,  le elezioni regionali, i risultati…come se fossero informazioni che contano.

…succedono davvero cose incredibili che nessuno sospetterebbe
che stupore
oibò

JS
postato da JohnSoda più o meno alle 23:15 | Permalink | commenti (6)
trattasi di pensieri, politica, televisione
venerdì, 23 novembre 2007
Signori,
mi avete scoperto.
Sto lavorando al partito del popolo delle Libertà, e ci sto lavorando alacremente.
 
Come scusa per un'assenza così lunga, e come anticipazione al mio ritorno che avverrà a giorni,vi lascio con un indiscrezione rubata all'ufficio stampa del collega Onorevole Sandro Bondi.
 
A presto, prestissimo, o splendido popolo del facciamo un pò quel cazzo che ci pare.
 
JS
Un’emozione da poco
PierAnna Oxa
 
C'è un Ppl che cresce in me
e l'incoscenza svanisce
e come un viaggio nella notte finisce
dimmi, dimmi, dimmi che senso ha
dar spallate a Prodi senza pietà
uno che non si è mai sentito finito
anche quando è caduto, mai
 
per me, per me, no coalizione
solo una povera illusione
un pensiero banale
il governo ci rimane
invece, per me, più che normale
che un Veltrone da poco,
mi faccia stare male
una parola detta piano basta già
 
ed io non vedo Forza Italiàà
non vedo più a che punto sta
la netta differenza fra un’opposizione
e la più stupida pazienza
no, io non vedo più l’ Udc
nè quanta tenerezza fu lì:
la mia incoerenza
pensare che vivreste benissimo anche senza.

C'è un partitone che cresce in me
e una paura che nasce
solo Rotondi che confonde la mente
nessuno mi sente e poi,
 
per me, più che normale
che Alleanza Nazionale, mi faccia stare male
una parola detta piano basta già:
Gianfranco Fini non entreràà,
non vedo più a che punto sta
la netta differenza fra una coalizione
ed un partito d’emergenza,
no, io non vedo più la realtà
Storace, Carfagna, Galan,
la Santanchèèè
pensare che stavolta forse perdo la pazienza.
postato da JohnSoda più o meno alle 17:06 | Permalink | commenti (9)
trattasi di politica, autoreferenze, grossolana ironia
giovedì, 01 novembre 2007
è un momento. lo era anche prima, ma non ci pensavi.
Tutto all’inizio sembra difficile. Un’ansia fastidiosa che non riesci ad ignorare quando senti il cuore battere e fare un respiro profondo è faticoso: calmati, calmati dici sottovoce non c’è niente di cui preoccuparsi.
Pensi che solo tu riesci ad agitarti per queste cose, solo tu fai tanto rumore per nulla: gli altri guardali là, un passo avanti e la testa alta. Ne hai affrontate di peggiori, ma queste contano, qui sei tu e basta. Non puoi credere che a te, proprio a te tremi la voce, che le parole, di solito sparse come carte da gioco, suonino faticose da scegliere, difficili da seguire.
Schermaglie verbali come piovesse, un tempo, tutte vinte con la forza di chi non ha paura degli altri perché non ha paura di sé, perché chi non conosce le proprie debolezze non può pensare di essere ferito.
Anni in cui il futuro non poteva aver difetti: era solo presente che non finiva mai.
E senza il rischio del senso di colpa, dal momento che agli altri non dovevi niente: neanche lo chiedevano. Tu avevi bisogno di te per diventare chi eri, il resto erano ricreazioni, lunghissime ricreazioni.
Anni di mulini a venti forti, voce grossa, ossigeno in circolo continuo, profumo di terra, di scoperte.
 
Ora è il momento, e un momento non è così facile, oggi: un prima, un dopo, una domanda, sempre.
Il cuore che batte, qualcosa che stai per fare. Ci pensi, tanto, se riesci lo fai, nell’ipotesi peggiore eviti di farlo. In mezzo quel battito, poco prima: calmati, non c’è niente di cui preoccuparsi.
Forse ora succede perché lo sai, cosa succede. Lo sai cosa ti ha fatto bene cosa male, chi ti ha deluso chi ti ha salvato. Sai che sei stato bene e l’hai voluto tu, che sei stato male e che ne so.
Porti i segni dei sogni che perdi. Apri sorrisi imparati sul campo.
La violenza delle emozioni a volte è più discreta, ma tra e una e l’altra sai che c’è la vita.
E se la voce trema è semplicemente perché è successo sia stata spezzata.
Siccome lo sai, ti butti.
 
Si cresce.
 
JS
 
 
 
 
 
I Ching del giorno
Un auspicata brutta fine per relitti catodici che annaspavano infestando ogni antro del palinsesto.
Per esempi esplicativi Alessia Fabiani e qualche reduce da Campioni, Amici e compagnia bella.
Sbattuti la notte ai giochini telefonici mangiasoldi. Per intenderci, quelli dove la domanda più difificile è come ti chiami, intanto telefoni per ore trovando occupato e ipotecandoti le mutande.
MediaShopping li ha inscatolati (ci informiamo un po’ su questa Mediashopping che allunga tentacoli in modo preoccupante?), chiusi nelle cantine Mediaset tra una televendita di martelli ed una di banconote, finte.
Andati, e per loro non c’è indulto.
Civiltà 1 – Sogni di gloria 0
 
 
postato da JohnSoda più o meno alle 03:34 | Permalink | commenti (22)
trattasi di pensieri