venerdì, 24 agosto 2007
- Allora dimmi, com’è venuta?
- da paura, ce l’ho qui ora, tra poco sono a casa: è perfetta! sembra vera, nessun segno ed è così naturale…
- benissimo, te l’avevo detto io che sarebbe stato un gioco da ragazzi. Su, muoviti, che finisco di prepararmi ed andiamo ad attaccarla, è arrivato un altro furgone, l’ennesimo. E’ il momento perfetto.
- hai parlato con lui? che ti ha detto?
- lo vediamo domani: è meglio tenere la cosa tranquilla ancora ventiquattrore, dice. Tu intanto l’articolo l’hai finito?
- sì, poco fa. E’ buono, c’è tutto e la lacrima prima della fine arriva.
- grande. ok senti, pensavo canottierina nera, che coi gucci sta da dio e nelle foto vengo meglio…
- può andare, io vado di grigio che non mi sono fatta il colore e mi sbatte meno…
- ok ma vedi di andarci dal parrucchiere, questi sono i giorni importanti, o ce li giochiamo ora o non li vediamo più.
- hai ragione ma sono così agitata… sai quante chiamate ho trovato stamattina? 32. 32 chiamate! e deve ancora uscire l’articolo…
- appunto! non è incredibile?!Invece, domani ricordati che si va a Milano, se tutto va bene accettano per la trasmissione, e settimana prossima registriamo. E figurati se non vado dal parrucchiere allora, è una seconda serata col botto.
-…
-…ci sei?
-…si
- beh allora parli o chiudo?
- …Ste….?
- eh, dimmi. dai Paola che già è tardi, che c’è, si può sapere che hai adesso??
- siamo sicure?
- sicure di che? mica stiamo facendo niente.
- sicure di andare avanti… di esporci… di lui…
- senti, sai anche tu che lui è il meglio. sì, è stata una tragedia. sì, siamo tutti scossi e ne stiamo soffrendo.
ma è capitata. Nostro malgrado. Perché ora non potrei girare un po’ della loro morbosità, mi spieghi? Loro vogliono sapere. Loro chiedono.
Gli diamo quello che vogliono e non ci vedo niente di male.
-… Ste…?
- ancora?? ma che cazzo hai?! … che c’è adesso?
- niente. hai ragione.
la foto è perfetta e noi siamo due strafighe. cambiati che vengo a casa. tra poco si va in scena.
 
La morte è sempre una tragedia, tanto più se la sceglie un altro al tuo posto.
La morte uccide chi se ne va, ma annienta chi resta.
Il rispetto per la morte di chiunque è un atto dovuto alla parola Uomo. 
Giudicare è della legge, e di Dio per chi lo vede, ma provare ribrezzo per certi gesti, al di là di un omicidio ancora irrisolto, al di là di un colpevole ancora sconosciuto, è degli uomini.
Sciacallare  affamati, come a rosicchiare gli ultimi brandelli di carne, è degli animali.
 
Ci sono morti atroci. Morti squallide.
Ma ci sono vite atroci, più squallide di qualsiasi morte.
 
JS
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trattasi di cronache distorte
lunedì, 20 agosto 2007
Non sto più nella pelle.
Da giorni vago cercando di sopravvivere alla quotidianità nonostante l’apprensione costante tradisca l’emozione ormai incontenibile.
 
L’autunno sbuffa dietro un agosto che spende le ultime energie spargendo zanzare e luce finchè può. Sbuffa carico di energia e non vede l’ora di mostrarmi cos’ha portato.
 
Così fatico a godermi le lunghe giornate di relax, di silenzio catodico e basso volume radiofonico, di quotidiani che non escono e di città chiuse per ferie. Penso in continuazione. Non mi fa bene, non sono abituato, cerco un chiringuito.
 
Mi sveglio di notte in preda a visioni celestiali, piccole immaginarie anticipazioni d’autunno costruite sulle esperienze di quelli precedenti, giusto un po’ ricamate di piccole fantasiose variazioni.
 
La vita ricomincia, gli eventi si susseguiranno a ritmi sincopati lasciandomi di volta in volta a bocca aperta, ad occhi sbarrati. Girato agosto saranno lì, ad attendermi in generosi affollati abbracci.
Una stagione di ricchi premi e cotillons a pochi passi: non sto più nella pelle.
 
Hillary o Barack, Lecciso sull’Isola, Fiorani a Sanremo, Walter o Veltroni, la Juve da scudetto, l’ultimo libro di Bocca, Rossi evade sotto a chi tocca, la Franzoni fuori e Corona dentro (o la Franzoni è fuori e Corona ci sta dentro?), Luttazzi in tv, Biagi non ce la fa più, Report e la puntata riparatrice, il Bagaglino e la meretrice, il film di Michael Moore, il Senatùr.
 
Scalpito, scalpito impaziente.
Oh Italia, mia cara vecchia Italia con i segni dell'abbronzatura, che ti togli il costume e riprendi la ventiquattrore.
Come occuparmi della mia vita di fronte al tuo correre frenetica verso le parole, le notizie, i dibattiti?
 
Mi manchi, prima pagina di Repubblica.
Ti aspetto, Corte dei Conti.
Arrivo, mio caro Moige.
Ascolto, monsignor Bagnasco.
 
Ancora qualche giorno, e tutto sarà come prima.
Nel frattempo vado di padellate in testa, per non entrare in astinenza.
Non vorrei tener banco con i miei pensieri.
 
JS
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trattasi di
martedì, 14 agosto 2007
 
che la pillola va giù.
Chissà se è andata giù anche al “cassonetto”, alla “bagasciona”, al “baraccone schifoso” apostrofato dal musicista l’altra sera.
Non è Fantoni. E’ proprio lui.
Al dolce cantante ultimamente inacidito, si ricorda il vero uso dei cassonetti,
contenitori in cui buttare un po’ di tutto, finalizzati spesso al riciclo.
 
Ma come ricordarlo proprio a lui, ecologista esperto in materia?
Mr. Pandora, spesso utile per allargare i propri confini musicali: un ascolto ad un suo cd, ed ecco che tornano alla mente decine di album che chisseliricordava più.
L'ultimo esempio è nelle orecchie di tutti:
 
 
 
Ma è solo l'ultimo, appunto.
 
Breve rassegna.
Buon divertimento.
 
 
 
 
JS
 
Si ringrazia plagimusicali.net
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martedì, 07 agosto 2007
L’estate ha i suoi lati positivi.
Sottintendendo ombrelloni da spiaggia, ombrellini da cocktail, lunghe dormite o scarpinate antistress, ha i suoi lati positivi.
Un giro sui siti d’informazione italiani è più rinfrescante di qualunque brrrr – brancamenta.
Parlamentari in vacanza, di cosa vivrà repubblica.it?
Calo di vendite dei quotidiani, come farà il corriere?
Sparisce John Soda, che dirà la buoncostume?
 
Abbiamo deciso che c’è un mese in cui nulla accade e ce lo teniamo.
Certo, l’Italia brucia, l’India galleggia come può, le guerre scaldano il mezzogiorno di fuoco.
Ma Mastella sarà a Ceppaloni? Romano che libri leggerà? Rutelli se la farà, la Palombelli, o continuerà a godere dello specchio che lo gratifica a sufficienza?
 
Chi, la Signorina di Alfonso, vende 500 mila copie (ne dichiara il doppio ma anche Casini dice che non si mai è fatto canne): la gente sotto il sole, uno pensa; i topless spensierati d’agosto, suggerisce lo smaliziato. Chiacchere gossippare da stecco ducale, ci si accorda un po’ snobbish.
No.
Il fatto è che se uno deve sapere cosa legge Prodi, dove andrà Bossi, in che spiaggia Letta farà campagna elettorale …beh
…meglio il commento di Marta Marzotto, che l’articolo di Messina.
 
Tre pagine su Don Gelmini, le prime, scoraggerebbero i più fedeli anticlericali.
L’ennesima inchiesta sugli ospedali italiani (topi – sporcizia – malasanità) farebbe girar pagina anche a chi lavora, il 15 agosto.
 
Il livello dei quotidiani italiani si abbassa, e scende come bambini con paletta e secchiello, alla ricerca dell’acqua. Gli schemini riassuntivi pro analfabeti, le prese di posizione sempre più decise - perché tu stai di là allora ricordati che io sto di qua- , i trafiletti acidi sul trucco di sora Lella Bertinotti, a tutto servono meno che a rinfrescare le menti dei più accaldati.
 
Ammettiamolo: c’è un mese in cui non ce ne può fregare di meno, e non occorre sentirsi in colpa.
D’altronde se un prete ottantenne ha toccato tre trentenni, ex tossici, ladri occasionali, non è poi così interessante. Se la Bindi non è d’accordo con certe primarie il mondo non andrà a rotoli. Le beghe tra quotidiani, rifondazioni liberazioni unioni, diciamolo, ci hanno sempre annoiato, ora si suda e infastidiscono di più.
 
La Repubblica, fondatore Eugenio Scalfari, direttore Ezio Mauro.
Numero di agosto, che di meno non potrebbe  interessare. € 1,00 in Italia.
 
-          ‘Giorno
-          ‘Giorno. Repubblica?
-           No.
 Chi, Star tv, D+ per favore.
 E se c’è il calendario di Mayer ME LO DII, SUBITO!
 
Ahh, così sì che è Agosto.
Buon’estate a tutti.
 
PS: non ho parlato di TGCOM. Beh lì è agosto tutto l’anno e un po’ di pietà mi è rimasta anche in ferie.
 
PPS: Sì, sono sparito.
E’ che non avevo niente da dire. O meglio, volevo dirmelo un po’ da solo, solo per qualche giorno.
Lo so, senza alcun tipo di preavviso. Lo so, ho perso l’audience.
Sono tornato e ho trovato il mio Histats solo come un cane, attaccato ad una bottiglia di Jack mentre cantava La società dei Magnaccioni.
Su Technorati c’è un cartello appeso con lo scotch: Io non posso entrare, e la mia immagine lì, con la testa a forma di J e il corpo di S perché neanche loro sanno come sono fatto.
Dunque, per i pochi che hanno ancora avuto la voglia di raggiungere il fresco atollo della soda caustica, ecchime qua.
Poco abbronzato, poco rilassato, ma felice delle tante cose viste.
E molto contento di tornare a scrivere.
Un caustico saluto.
 
JS
 
postato da JohnSoda più o meno alle 13:11 | Permalink | commenti (17)
trattasi di editoria