- Allora dimmi, com’è venuta?
- da paura, ce l’ho qui ora, tra poco sono a casa: è perfetta! sembra vera, nessun segno ed è così naturale…
- benissimo, te l’avevo detto io che sarebbe stato un gioco da ragazzi. Su, muoviti, che finisco di prepararmi ed andiamo ad attaccarla, è arrivato un altro furgone, l’ennesimo. E’ il momento perfetto.
- hai parlato con lui? che ti ha detto?
- lo vediamo domani: è meglio tenere la cosa tranquilla ancora ventiquattrore, dice. Tu intanto l’articolo l’hai finito?
- sì, poco fa. E’ buono, c’è tutto e la lacrima prima della fine arriva.
- grande. ok senti, pensavo canottierina nera, che coi gucci sta da dio e nelle foto vengo meglio…
- può andare, io vado di grigio che non mi sono fatta il colore e mi sbatte meno…
- ok ma vedi di andarci dal parrucchiere, questi sono i giorni importanti, o ce li giochiamo ora o non li vediamo più.
- hai ragione ma sono così agitata… sai quante chiamate ho trovato stamattina? 32. 32 chiamate! e deve ancora uscire l’articolo…
- appunto! non è incredibile?!Invece, domani ricordati che si va a Milano, se tutto va bene accettano per la trasmissione, e settimana prossima registriamo. E figurati se non vado dal parrucchiere allora, è una seconda serata col botto.
-…
-…ci sei?
-…si
- beh allora parli o chiudo?
- …Ste….?
- eh, dimmi. dai Paola che già è tardi, che c’è, si può sapere che hai adesso??
- siamo sicure?
- sicure di che? mica stiamo facendo niente.
- sicure di andare avanti… di esporci… di lui…
- senti, sai anche tu che lui è il meglio. sì, è stata una tragedia. sì, siamo tutti scossi e ne stiamo soffrendo.
ma è capitata. Nostro malgrado. Perché ora non potrei girare un po’ della loro morbosità, mi spieghi? Loro vogliono sapere. Loro chiedono.
Gli diamo quello che vogliono e non ci vedo niente di male.
-… Ste…?
- ancora?? ma che cazzo hai?! … che c’è adesso?
- niente. hai ragione.
la foto è perfetta e noi siamo due strafighe. cambiati che vengo a casa. tra poco si va in scena.
La morte è sempre una tragedia, tanto più se la sceglie un altro al tuo posto.
La morte uccide chi se ne va, ma annienta chi resta.
Il rispetto per la morte di chiunque è un atto dovuto alla parola Uomo.
Giudicare è della legge, e di Dio per chi lo vede, ma provare ribrezzo per certi gesti, al di là di un omicidio ancora irrisolto, al di là di un colpevole ancora sconosciuto, è degli uomini.
Sciacallare affamati, come a rosicchiare gli ultimi brandelli di carne, è degli animali.
Ci sono morti atroci. Morti squallide.
Ma ci sono vite atroci, più squallide di qualsiasi morte.
JS
postato da JohnSoda più o meno alle 12:30 | Permalink | commenti (25)
trattasi di cronache distorte
trattasi di cronache distorte




