venerdì, 20 luglio 2007

Insopportabile. Assolutamente insopportabile.
Il gossip puö rovinare la vita. Puö limitare se non rubare le libertä personali. Puö, con la sua insistenza, far impazzire.
Ma puö far vivere.

Sentire in queste settimane molti dei personaggi popolari in Italia lamentarsi insistentemente delle persecuzioni post vallettopoli e´ insopportabile.

La sottile linea rossa che divide chi ha torto da chi ha ragione e' tracciata dalle intenzioni. Leggere le lamentele di Aida Yespica, Alessia Fabiani, Ana Laura Ribas e compagnia bella suscita indifferenza prima, rabbia poi.
Tutte persone divenute "famose" grazie alla loro capacitä di far parlare di se´, di spargere pettegolezzi e costruire allusioni in grado di aumentare esponenzialmente i cachet di tristi serate provinciali.

Bene.
Un favore dopo anni in cui ci si chiede che mestiere facciano potrebberlo farlo: smetterla di fare le vittime e lasciarci, finalmente, ridere di gusto per le loro disgrazie.
Questo si´ che e´ divertente.

JS


(PS: gli accenti vari, le imprecisioni e la mia solita assenza di questa settimana e´ dovuta ora a Berlino.
Se volete lamentarvi fatelo con chi costruisce tastiere senya "e" con l´accento.
Saluti con kartoffen)
postato da JohnSoda più o meno alle 17:40 | Permalink | commenti (30)
trattasi di televisione
mercoledì, 18 luglio 2007
Non è mai stato un blog personale. E siccome il blog è mio e decido io, non lo sarà neanche stavolta.
 
A Londra colpiscono molte cose. La tolleranza per esempio. O la varietà. O più semplicemente i grandi numeri. I vestiti, i colori, le facce, le borse, i cappelli.
I cappelli, i cappellini, le piume:
la Regina.
 
In Italia popolo sovrano. In Inghilterra sudditi.
Mica facile pensare d’esser sudditi, noialtri. Sudisti, sudati, sudici. Sudditi no.
Bravissimi nella sudditanza psicologia del potere e bravissimi, allo stesso tempo, nella sovranità personale.
Non che una briciola di cinismo sia introvabile tra gli inglesi: come da noi, i disillusi dalla politica ci sono e fanno pure baccano.
 
Ma se in Italia e in gran parte d’Europa la casa reale riesce a strappare sorrisi e pettegolezzi che neanche la Stephanie Forrester più impegnata, qui la cosa è presa più seriamente.
Personalmente, quasi.
L’orgoglio d’essere italiani trova slancio nel belpaese nell’arte, nelle meraviglie paesaggistiche. Nel genio, l’estro, l’umanità.
Gli slanci verso lo Stato sono e furono molto diversi: le monetine a Craxi, le bombette da contestazione, i carri allegorici onnipresenti nelle piazze manifestanti.
 
Forse anche da noi quando lo straniero commenta sarcastico l’orgoglio nasce spontaneo.
Sì: nasceremo italiani, moriremo italiani.
Ma non con la mano sul cuore, a meno che si tratti d’infarto.
 
Just sensations. Just impressions.
Anyway. God save the Queen.
E tante care cose a Napolitano.
 
JS
 
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trattasi di esteri, cronache distorte
giovedì, 12 luglio 2007
 Cologno Monzese, Milano. 11 luglio 2007
 
 
Chiamatemi mostro. Assassina.
Anche nei peggiori dei mali ci sono diversi gradi di atrocità, e quelli più alti della mia neanche riesco ad immaginarli. Forse esistono, ma messi in atto sarebbero così terribili da sembrare farsa.
Invece io quello che ho fatto lo so.
Mentre lo facevo mica pensavo a chi fosse. Era come quando sei innamorato, arrabbiato, ferito e ad un tratto senza deciderlo urli, urli tutto.
 
Urlava mio marito quando ha capito: ci ha messo un pò, almeno così mi è sembrato.
Un attimo a capire la scena, un’eternità a fissarmi negli occhi. Non mi stupirei di aver colto un filo di sollievo in tutto quel disprezzo.
Poi l’urlo con quella voce che Ahmed non ha mai avuto. Non era la voce di mio marito quella.
Non era mio figlio quello a terra esanime.
 
L’anima gliel’aveva rubata il diavolo, ce l’aveva rubata il diavolo.
Satana possedeva mio figlio ed io sola so quel che vuol dire.
Io sola ho vissuto l’impotenza, da sola ho sofferto nel silenzio.
 
Poi l’urlo, quello dell’anima. Tutto è durato un secondo, non avevo deciso, che era già fatto.
Impalpabile il sollievo, passeggero e rapido, rapidissimo. Poi il dolore che entra negli occhi e brucia il sangue.
 
Chiudetemi in galera, toglietemi la libertà.
Me l’ha già rubata il diavolo con la vita, e ora Dio non vuole più vedermi.
 
JS
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trattasi di cronache distorte
martedì, 10 luglio 2007
Le cose prevedibili si potrebbero prevedere. E già qui uno smette di leggere.
Per chi non l’avesse fatto: non è vero.
 
Ce ne sono alcune che si sanno perfettamente ma si rimuovono in continuazione in una sorta di amnesia breve, localizzata e continua.
Andare al supermercato alle 20 è una di queste: sarà sempre pieno, ci sarà sempre la coda, ma a guardare le casse entrando, e vanamente sperare di vederle vuote come il 16 agosto non si rinuncia (neanche il 16 agosto).
Arrivare fuori dal ristorante preferito dove non si è prenotato ed essere sicuri di parcheggiare e sedersi a tavola è un’ inspiegabile illusione.
Partire per il mare tutti entusiasti il sabato mattina dicendo “tra un’ora sono in spiaggia”, convinti che la domenica si torni con lo stesso sorriso ed una ritrovata serenità?
Imprevedibilmente prevedibile.
 
E allora partenze intelligenti in trecentoventimila, tutti poco intelligenti.
Spesa cinque minuti prima della chiusura, sui rollerblade prendendo al volo quello che si presenta sul cammino, tornando a casa con un mango, degli assorbenti, un cd vergine e della noce moscata.
(e passando quindici minuti a pensare a come metterli insieme per cenare).
Prenotazione al ristorante venti  giorni in anticipo e il giorno prima puntuale pacco dei commensali.
 
E’ inutile credere di sapere come gira il mondo perché dopo un po’ che gira ubriaca tutti.
 
Per tutto il resto c’è Mastercard, ça va sans dire.
 
 
PS: Domani Italia uno dà un film trash, “Post impact”
Naturalmente non lo si vedrà, ma dal titolo mi aspetto che Postiate d’Impatto.
 
JS
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trattasi di società
domenica, 08 luglio 2007
Maggiori sono le possibilità maggiore è la varietà della scelta.
Tsè. Illusi.
 
Fa caldo e non è detto.
Perciò tra ottocento canali guardi sempre lo stesso, magari foxlife che non hai voglia di pensare.
Così la democrazia fa rimpiangere il pensiero unico e su 26 ministri ne basterebbe uno sobrio.
Oppure  hai l’armadio pieno ma usi la stessa camicia perché ti piace punto.
 
Dei duecento numeri sul cellulare ne senti quattro.
L’edicola straripa di parole ma un quotidiano, l’Internazionale e Dazed ti bastano. (Se proprio vuoi distrarti c’è sempre Vanity Fair ma lo metti dentro repubblica che ormai lo leggono solo gli sfigati e un po’ ti vergogni).
Da Ikea tra mille tipi di candele prendi le solite. Le altre puzzano.
Puoi scegliere la strada ma fai sempre quella.
Aprono sedici bar sotto casa ma vai nell’abituale dove ti trattano pure male.
E ci torni.
 
Bene.
Io da oggi lavoro in Dos.
Lo schermo è nero. La musichetta di windows non parte a palla quando meno te l’aspetti. Le emoticon non sa neanche cosa siano.
Non si impalla ogni volta che apri messenger perché messenger non c’è.
E non ti chiederà di inviare la segnalazione di errori che non si capisce a cosa serva ed è pure fastidioso mandarla in giro da sola chissà dove.
C:\> win 
 
non è che puoi fare molto altro.
ah, sì
 
C:\ format c:
 
Lo scrivo e sto lì, col dito su invio pronto a premere.
Mi tolgo la libertà perchè è pesante da sopportare.
Da oggi sono analogico. Basta sapere dove toccare.
 
JS
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trattasi di pensieri
venerdì, 06 luglio 2007
Ci sono cose di cui proprio non si sente il bisogno.
Non di rado capita si presentino in successioni strazianti.
Sono tante, sono ovunque:
 
Il video con Kate Moss su per il palo
Anna ricomincia da A
La tv della libertà di Michela brambilla
I pastori tedeschi nelle scuole
Il nuovo partito di Francesco Storace
Il topless della Cancellieri tutti i primi di luglio sempre più giù, più giù, più giù
La rubrica di Fiamma Satta su Vanity fair
Gusto del tg5
Valerio Merola
Fabio Testi
Sebastiano Somma
Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo e la moglie di Gigi d’Alessio e la famiglia di Anna Tatangelo
La settimana della moda di giugno
Le opinioni della Cei
Le opinioni del Moige
Le opinioni dell’Autority
Le opinioni personali
Il cd di Ana Laura Ribas
Le medicine omeopatiche
I Gemelli Diversi
La pubblicità da 5 minuti su Radio Deejay
Le pubblicità di dolce e gabbana
Il Festivalbar
Il Festival del cinema di Roma
Il Festival di Sanremo
Il Festival dell’unità
Tv Moda e Jo Squillo che canta i love you baby
Casa di Fabrizio Corona con le finestre aperte
Casa di Fabrizio Corona con le finestre chiuse
Le previsioni del tempo
La cover di I will survive con la chitarra elettrica
La cover di I will survive con la base elettronica
La cover di I will survive con gli uccellini chill out
Il negroni nel bicchiere grande
Il martini senza ghiaccio
Lo spriz macchiato Aperol
Le Diana blu
Le Diana rosse
I figli di Sarkozy
I figli di Segolene
I figli di Berlusconi
La madre dei cretini
Il t9 dei Motorola
L’IPhone che non riceve le mail dai BlackBerry
Il BlackBerry che prova ad inviare le mail all’IPhone
Fiorello che è bravissimo a Viva Radio 2
Forte dei Marmi
Milano Marittima
La costa smeralda
La vita smeralda
Don Mazzi
Il rap di Dario Fo
Il blog di Daniele Luttazzi che posta una volta al mese
Il blog di Franca Rame
Il blog di Antonio Di Pietro
Il blog di John Soda
 
 
Aspettando le numerose cause legali, la maggior parte delle quali da multinazionali, i gentili utenti di Soda Caustica sono invitati ad aprire il vaso di pandora.
 
JS
 
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trattasi di pensieri
mercoledì, 04 luglio 2007
" Pensavo di star seduto in comune un paio di giorni. Mi porto cellulare, telecamera e qualcosa da leggere se m’ annoio. Sto lì e guardo come lavorano gli impiegati.
 
Poi se non sono stanco prendo la bici e mi metto sulla tangenziale a vedere se fanno bene i lavori, che è mesi che ritardano e gliene dico quattro.
Parlassero tutti la stessa lingua perderebbero meno tempo a capirsi.
Dato che ci sono mi faccio un giro nei campi rom della zona dando un occhio se i bambini siano loro e non rubati, tanto ho la mail piena di foto di quelli scomparsi e li riconosco.
Se faccio tardi quando torno passo per la cantina.
Gli Hadji, i miei vicini, li sento sempre che pregano e pregano e stanno lì a pregare, un fastidio. Così finalmente riesco a sapere se nascondono qualcosa e dormo più tranquillo.
 
Non è solo che non ho fiducia nelle istituzioni.
E nemmeno banale opposizione che dia una spolverata di panico.
 
E’ luglio a casa fa caldo e non ho niente da fare. Ho visto Studio Aperto e dicono che è tutto un pericolo. Ma mica solo lì che alla fine si sa, non è serio: anche da Vespa, sul Giornale. Sulla Padania, su Panorama. E a Milano poi? Fanno le marce per la sicurezza, checcazzo un motivo ci sarà. Poi li vedi in giro ‘sti negri che fanno casino, e adesso pure le bombe ci mettono.
                                                                     
Sono un torinese iscritto ad Azione Giovani e qui fanno le ronde.
La chiamano Operazione Starsky e Hutch che suona così divertente.
Stasera ci vado, partite non ce ne sono e la mia ragazza è al mare. Se vado bene mi han promesso che mi fan portare “il capo della polizia”. E si sono messi tutti a ridere.
Io mica ho capito.
Farò finta di niente ma prima o poi gli chiedo se posso portare un manganello.
Così per sicurezza.
 
Farmi giustizia da solo è una cosa che mi fa sentire vicino a Dio."
 
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trattasi di società, cronache distorte
lunedì, 02 luglio 2007
Ricordare mammà è un diritto di ogni figlio soprattutto se così sfortunato. Ed un pizzico di cinismo aggiunge abbiano poco da fare nelle noiose giornate a corte.
Ma per due che nella comunicazione ci vivono da neonati il concerto di Wembley è stato davvero deludente.
La condivisione si sa aiuta il dolore e la mancanza, e dopo dieci anni di sofferenze tra pubblico e privato Henry e William hanno voluto condividere il saluto a Lady D.
 
Parte Elthon John. Ai tempi del funerale dichiarava non avrebbe più eseguito Candle in the wind: è la prima in scaletta.
Il pubblico è freddo e dalle movenze anzianotte, ci mette un po’ ad alzarsi in piedi all’apertura del concerto. Al collezionista di brutti occhiali seguono i Duran Duran, che crudelmente fanno pensare al perché le star scomparse diventino leggende, mentre quelle che continuano sfiorino il ridicolo.
 
Poi Lily Allen, che all’epoca della tragedia avrà avuto si e no 13 anni.
Nelly Furtado, canadese di origine latine.
James Morrison, che dieci anni fa chissà in che pizzeria lavorava.
 
Da sfondo la luce londinese non aiuta quanto il buio avrebbe fatto.
Il tutto immerso in una strana atmosfera, prevedibile viste le premesse: la solennità e la commozione del ricordo, l’imbarazzo del divertimento fine a se stesso.
Come sempre, l’alibi della beneficenza a fugare i dubbi.
 
Diana Spencer, John Lennon, Kurt Cobain, Marilyn Monroe.
L’omaggio più grande a volte è quello di mantenere la memoria senza bisogno di ricamarci su.
 
Complotto o no, sono morti ammazzati. Essere mandanti e non esecutori non ci giustifica.
 
JS
    
postato da JohnSoda più o meno alle 12:23 | Permalink | commenti (14)
trattasi di musica, societÃ