venerdì, 29 giugno 2007
72,5% di incremento copie nel 2006 secondo la Fieg - Fed Italiana Editori Giornali
126.356 copie giornaliere vendute secondo l’ Ads - Accertamenti Diffusione Stampa
5 milioni 371 mila euro di finanziamento pubblico
Renato farina vicedirettore indagato
Luciano Moggi collaboratore nello sport
Vittorio Feltri, Direttore.
 
“Abbiamo cambiato le regole del gioco: titoli particolari e una cronaca non legata ai telegiornali. Ho diretto tanti giornali: L'Europeo, L'Indipendente, Il Giornale, e dovunque le copie sono cresciute moltissimo. In due anni raddoppiai quelle del Giornale, portandole a 250 mila in edicola.
Ma sia chiaro: non vendo per quello che dicono Pier Ferdinando Casini o Vincenzo Visco».
 
Certo, se le spari grosse almeno che siano tue.
Come l’indimenticabile Ce la pagherete cara, ora serve la forza in risposta all’attentato di Londra. O l’elegante accoglienza al neopresidente della Repubblica, Comunismo con pannoloni, o le faccine dei pedofili, le decapitazioni.
O ancora ieri su Veltroni: Che gran paraculo, firmato Farina.
 
Sì, bei tempi al Giornale, quando succeduto ad un Montanelli che dichiarava "non voglio ridurmi a trombetta di un editore in fregola di avventure politiche", prendeva posto accomodandosi sulla poltrona ancora calda.
Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere diceva amareggiato il giornalista. Che una volta passato a miglior vita, non poteva certo replicare al "se Montanelli fosse vivo, lavorerebbe a Libero" del puntuale Vittorio.
 
 
Per dire che Il 15 luglio esce il suo nuovo libro: “Libero di pensarla diversamente”.
Liberi di non comprarlo.
 
JS
 
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trattasi di editoria
mercoledì, 27 giugno 2007
Su   Azouz M,   Erich P,   Tony B,   Adriano S.
Più in generale, su tutti quelli dal pennello facile
 
Dipingere una parete è un po’ come festeggiare capodanno, o mettere un vestito nuovo: si cambia, solleticati da aspettative e felici di dimenticare il vecchiume polveroso. La facciata poi è il muro più importante e uno ci tiene particolarmente. Chi è fortunato sceglie tutto da se’, chi meno si consulta con i vicini, ci pensa, si accorda.
 
Siamo tutti un po’ sporchi di vernice.
Intingiamo, spalmiamo e lasciamo asciugare chili di pittura sui muri delle facciate.
Il movimento è semplice (perché il su e giù bene o male l’abbiamo imparato), ma pesano alcune piccole differenze.
Il colore –da fluorescente sicché tutti notino la novità, a tono su tono che non se accorgano - , il tratto – si può coprire tutto o trasformare quello che già c’era - , le dimensioni dell’attrezzo - perché per una grande parete ci vuole un grande pennello.
Basta coprire, nascondere, cambiare fino a dimenticarsi da dove si era partiti.
 
Così sto qua con il secchio in mano, contento del rosso scuro scelto, guardando i vecchi segni sul muro da dipingere.
Fatti con le mani sporche, per reggersi in piedi da una sbornia triste.
Tracciati con la libreria nera, colmo d’entusiasmo il giorno del trasloco.
Lasciati dagli amici delle feste andate bene, dai nemici delle storie andate male.
 
Dipingo anch’io, lo facciamo tutti: verniciamo per sporcare per riverniciare.
Chi sul muro reale, chi sul muro morale.
Ma si reputa una piccola differenza, di fronte all’eleganza di una parete immacolata.
 
Per chi gli prendesse la malinconia, beh, pensi che c’è sempre Michelangelo.
 
JS
 
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trattasi di pensieri, amarezze, metafore prescritte
lunedì, 25 giugno 2007
 
Giorni difficili a Veltronia.  
Fassino Paperino non riesce a sfuggire alla sua proverbiale sfortuna. Ha appena saputo che dovrà lasciare la sua villetta di Via della Quercia tra pochi giorni e soffre all’idea di doversene andare. In fondo c’era stato solo qualche anno, e non aveva chiesto poltrone più comode; ora oltre al danno la beffa: cederla a Gastone Veltrone, il fortunato cugino.
Ma Roman de' Paperoni ha deciso così e quello che decide lo zione si sa, è indiscutibile.
 
E’ un tardo pomeriggio quando sdraiato sulla poltrona in preda alla malinconia, Paperino sente il chiacchiericcio dei nipotini che tornano dall’assemblea di scuola.
Uil Cisl e Cigl sembrano allegri, ma avanzano richieste ferme: o la paghetta resta la stessa anche in casa nuova, o loro non andranno a scuola.
Ancora preoccupazioni per lo sfortunato papero.
 
Ad infierire squilla il telefono con trillo minaccioso:
- Paperino!! A rapporto al deposito, SUBITO!
Il suono non mentiva: è lo zione, e il nostro sfortunato deve correre sulla collinetta del monte citorio da cui il deposito domina la città.
 
- All’arrivo di Gastone Veltrone voglio tutto a posto! - tuona il ricco papero -
Vorrà vedere il tesoretto, cosa aspetti a lucidarlo?
Ah, c’è un'altra faccenda: l’entrata del deposito così non va bene. Lo scalone è troppo alto, non vorrai che il cugino c’inciampi??
Hai due giorni per metterla a posto. E ricorda: scalini, non scaloni! -
 
Oltre al danno la beffa: carico d’ira, Fassino Paperino è sul punto di esplodere.
Ma ahimè, al solo pensiero dei debiti accumulati negli anni è costretto a tacere e ad accettare la decisione.
 
In città ognuno dice la sua. Mickey Mussi non ci sta e Indiana Viscs severo vigila su tutti.
 
Riusciranno i nostri eroi ad accogliere il nuovo arrivato senza combinarne una delle loro?
Lo scopriremo fra sette giorni.
 
JS
 
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trattasi di politica, grossolana ironia, metafore prescritte
venerdì, 22 giugno 2007
Ci mancherà perché era colui che ce l’ha sempre fatta.
In questo triste momento è giusto che le annose, amare discussioni spariscano, perchè è inutile scendere nei particolari quando dall’alto tutto risulta più chiaro.
E così facciamo, ricordando quanto la sua vita sia stata importante per tutti noi.
 
Con lui si spostò tutto più al centro, poiché iniziative a dir poco democristiane divenivano ricatti della sinistra radicale, e così la società si moderava.
Non annoiava mai: i toni erano sempre alti, e visto che non sono un coglione, come amava dire, la sparava sempre più grossa mantendo i toni vivaci e la tensione costante.
Amava l’ordine e ripuliva le strade dalle fastidiose diversità; la sintesi e riuniva con praticità legislativo esecutivo e giudiziario.
Amava amici ed alleati, e non aveva timore a fare passi indietro per non farli arrabbiare.
 
E poi la libertà: basta pudori, perché l’Italia era un paese giustizialista mentre lui un uomo garantista, perché alla moglie almeno presentava gli uomini, perchè quando era necessario aveva il coraggio di quei sani scioperi fiscali di ribellione al governo ladro.
In Italia si mangiava meglio da quando aveva rimesso i bambini nel menù, e spolverato il rassicurante pericolo comunista, che da Berlinguer chi ci pensava.  
Lui da loro ci proteggeva.
 
Ma insieme alla serietà con la quale si dedicava al mondo conviveva un animo bonario, declinazione della medesima intelligenza.
In Europa tutti lo ricordano per il suo umorismo. Si rimpiangono gli sperticati elogi verso le nostre belle donne, e le più popolari corna che strappavano sempre un sorriso alla folla.
Ecco, lui regalava sorrisi, faceva sognare.
Tutto ciò mentre non stanco nobilitava quel capitalismo eroico quasi idilliaco, diventando politico perché ricco, e ancor più ricco perché politico.
 
Ora ci piace immaginarlo così, in continua ascesa sulle scale dell’esistenza e sportivo come sempre, salire di corsa gli scalini di Arcore e raggiungere la vetta gridando: Adrianoooo.
Adriano ma anche Sandro, Cesare, Gianfranco, Umberto, Giuliano, amici cari di una vita, cui siamo sicuri serberà una poltroncina lì, sulla nuvoletta dorata dove non piove mai.
 
 
Questo è un coccodrillo.
Si dice che fatto in anticipo allunghi la vita al destinatario.
E io non c'ho mai creduto.
 
JS
 
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trattasi di politica, amarezze, grossolana ironia
giovedì, 21 giugno 2007
Il drink sa di plastica per il bicchiere,  per la cannuccia e per la plastica dei sacchetti per il ghiaccio. Una plastica descrizione della scena vede, dopo due cocktail, una sedia in plastica sul tram, su cui è bello abbandonarsi in posa plastica, guardando la pubblicità della plastica facciale, o quella plastificata d’arte plastica della mostra di Piano.
che espone i plastici. 
 
sul muro c'è scritto “just be natural”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
post offerto da Tetrapak®
 
 
JS
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Technorati Profile
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trattasi di pensieri
mercoledì, 20 giugno 2007
A Segolene R e François H, Anna F e Stefano R, , Gianfranco F e Daniela dS.
Quelli dal brutto periodo che se ne accorgono un attimo prima.
 
say cheeseSe quando mi ha chiesto il sale l’ho guardata con quella faccia un po’ così ho i miei motivi.
L’ha fatto con un leggero gesto di stizza e io avevo appena imbevuto il cervello in uno di quei tristi ma ammiccanti articoli statistici genere Tito Boeri o Nando Pagnoncelli.
Forse la mia coinquilina non voleva davvero uccidermi, forse le sarebbe bastato seviziarmi, o semplicemente sono suggestionabile, non sono in quel 29,1% e dunque sono vivo.
 
Mica poco, gli altri 70 su cento si possono reputare fortunati a finire che so, sotto un tram, nel mezzo di una sparatoria, ad un corteo CGIL o travolti da un insolito leghista in parlamento.
Il 29,1% tra i 621 morti del 2005 invece è morto in famiglia e rileggendo la cosa in questi giorni la sensazione è inquietante.
Assistendo al fuggi fuggi generale dal sacro vincolo viene da chiedersi se il borioso milione del family day si sia contato, al ritorno.
 
Poi magari avevano ragione e il matrimonio serve davvero.
Allora, su, non siano così egoisti da tenere tutto per loro, condividere è cristiano ed è evidente che tutti anelino ad un pò di comodità.
I coltelli sono nel primo cassetto, il mocio vileda è in bagno, e se fai in fretta un buon bicchiere di bianco in poltrona non te lo leva nessuno che c’è la fiction su Erba.
 
Fatto sta che il sale gliel’ho passato ma appoggiandolo sulla tavola.
Di mano in mano porta sfiga e non è periodo, non si sa mai.
 
JS
 
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trattasi di religione, società
martedì, 19 giugno 2007
Che poi uno ci pensa.
E’ un attimo, hai lì il caffè e lo guardi ma non è che lo stai proprio guardando: ci dormiresti  dentro e tenti di svegliarti fissando il vuoto. E pensi che alla fine in assoluto niente  è così importante, così vitale. Che ci potrebbe essere un altro, o magari nessuno.
 
Poi il giornale radio – cazzo già il gr?! tardissimo – e il traffico, e ricordati il vino da portare alla cena (e magari una doccia).
 
Così concludi  che ci potrebbe essere un altro ma ci sei tu, e alla fine sei più che fortunato, che la tua vita va bene così, e in fin dei conti ti è andata di lusso, e sei comunque in ritardo vergognoso. Allora corri, chiudi tutto, esci.
 
Ma in quel momento, in quel breve istante l’avevi visto, c’eri quasi: il lavoro che davvero vorresti, le persone che per te contano; la soluzione alla contesa mediorientale, l’enigma della sfinge e pure come usare lo scalone.
Sapevi per chi votare e ti soddisfaceva in tutto, era chiaro chi ami e come l’avresti amato tutta la vita. In ordine svelavi i segreti di Fatima e ti veniva il nome di chi ha ucciso Calvi. 
Avevi capito come fare le zucchine senza romperle e qual è la religione vera in assoluto. Ti era apparso il modo per recuperare quel rapporto speciale, la tecnica per battere l’inquinamento. La tua missione era chiara, il tuo ruolo definito, i sentimenti lisci senza una piega.
 
Ma era un attimo, avevi bevuto troppo ed eri semplicemente rincoglionito.
 
JS
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trattasi di pensieri
domenica, 17 giugno 2007

Ci sono morti che contano poco e morti che contano tanto. Le morti per anni raccontate e i morti che faticano ad essere contati: quelli con un giorno sul calendario e quelli con il giorno nero, sul calendario.  

C’è orgoglio e orgoglio, un conto è riprodurre la specie, un altro è ballare per strada. E se  c’è orgoglio c’è modo e modo di manifestarlo per strada, uno certamente giusto uno certamente sbagliato.
Che poi c’è strada e strada, le Processioni,con la P maiuscola, e le scampagnate, con la s sminchiata.
 
Ci sono giornali e giornali, quelli che stanno con uno e quelli che stanno con l’altro (più quelli che stanno con tutti) , film e film, il cinema d’essai e le americanate, libri e libri (passare da Grisham a Suskind? blasfemo).
Radio e radio, quella solo filogovernativa e quella solo filostupida. C’è religione e religione (non a caso la Verità è maiuscola) e diversi modi per seguirla: per strada o da casa, col televoto.
 
C’è storia e storia, quella revanchista e quella senza opinioni. Che anche lì, ci sono opinioni e opinioni, i modi per esprimerle, i toni, e via così che anche a spiegarlo ora sarebbe complicato.
 
Ci sono intercettazioni ed intercettazioni: le conversazioni di showgirl e le consultazioni politiche un po’ più private; come ci sono giudici e giudici, quelli rossi e quelli più slavati (che a forza di lavarli mischiando i colori lo sai che pèrdono). E comunque c’è il rosso quello vivo di una volta e quello più nuovo, fresco di adesso con una punta d’azzurro.
 
Insomma ci sono uomini e uomini, Paesi e Paesi, valori e valori.
 
Punto, finito qua, non è che adesso si approfondisce.
Solo dovevo dirlo, va di moda e un distinguo permettetelo anche a me.
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trattasi di pensieri, società
venerdì, 15 giugno 2007
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore..
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri de Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi (2002)

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trattasi di pensieri, poesia
mercoledì, 13 giugno 2007
 
Gli scrittori non dovrebbero neanche pensarci ad andare in televisione a presentare i propri libri.
Se uno li volesse leggere poi si porta dietro accento, peli del naso e smorfie.
Se li ha già letti una sberla gli ruba il giocattolo.
Urge impedire la foto sulla quarta di copertina, che te li immagini lì a scegliere la cravatta .
 
Si fotte un rapporto che poi era quello perfetto perché lui lo buttava lì e tu lo gestivi.
 
Li giustifica solo il fatto che non lavorano con le immagini.
Chiunque lo faccia seriamente dovrebbe sapere che un’immagine reale è sempre inferiore a qualsiasi immaginazione.
 
[Per chi lavora con la sua, d’immagine, il discorso è a parte. Non lavora poi tanto.]
 
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trattasi di pensieri
lunedì, 11 giugno 2007

Dopo qualche mese di navigazione splinderiana ce ne sono di cose che colpiscono, e alcune possono essere dette senza cadere nell’autoreferenzialità che questo blog spolvera con veemenza casalinga puntando a temi e contenuti certo discutibili, ma sempre “altri” da qui.

Tra queste cose ci sono le opportunità che leggere gli altri ti dà (molte più di tanti altri incroci reali e casuali) che si mischiano allo sconforto della conferma che una vita non basterà mai.
Poi le notizie, poi la fantasia, poi la disapprovazione, poi far passare il tempo.
E via così.
 
Ma poiché qui si va di aspirapolvere anche su tutti i tipi d’elogi, tra le cose che colpiscono fa riflettere la voglia di presenza e di presenze.
 
Apparire, mostrare, divulgare, condividere, sono tutti validi, non c’è un giudizio.
Quelli che si sfogano si sfogano, ma se c’è qualcuno con cui parlarne è piacevole. I seri che ci lavorano molto ed è meglio farlo per qualcuno. Gli scrittori che scrivono per se’ ma perché rifiutare un’opinione. Quelli appassionati di un argomento e se c’è scambio se ne sa di più. Chi vuole ridere e la risata è contagiosa, chi vuole piangere e il pianto di più. O anche semplicemente quelli che vogliono essere una blogstar.
 
Una mischia di motivazioni cui dare un seguito sociologico sarebbe sprovveduto, ma che porta ad alcuni pensieri come questo sulla voglia di intervento, sia essa facile brama di popolarità o condivisione fine a se stessa (o a se stessi).
 
L’alternativa virtuale è certamente solo positiva, è il moltiplicarsi delle possibilità che non può essere discusso, è l’accorgersi tutt' a un tratto dopo secoli che prima di guardare fuori dal mondo ci sarebbe il mondo da guardare.
Ma senza elementari luoghi comuni ecco la conferma di un’idea nell’aria: qualche panchina in più in città sarebbe utile.
Forse non ci si chiacchererebbe molto lo stesso, ma alla peggio qualcuno armato di scolorina ci aprirebbe un blog.
 
Così tutti, da chi non gliene può fregar di meno a chi ci butta solo il cuore a chi darebbe anche l’anima, sarebbe bello vederci un giorno non ricordare più la password.
 
JS

[Aggiornamento: no, la canzone non c'entra niente. rivendico l'esercizio del non sense.]

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trattasi di pensieri, web
domenica, 10 giugno 2007
 
La televisione italiana è povera di tutto: dai debiti in Rai, agli ascolti sempre più bassi di casa Piersilvio. Gli show degli anni ’80 chi li rivede più, i 10 milioni di telespettatori neanche a parlarne.
Ma c’è una cosa che non manca mai, tra le cosce di veline inconsapevoli e i ricchi premi e cotillons.
 
La presenza dei portatori di Verità ci salva dai peccati televisivi e rendiamo grazie a Dio. Ringraziamo perché senza il saio del tubo catodico cadremmo in tentazione, e invece ecco che veniamo salvati dalla costante tele evangelizzazione.
Raiuno ci ricorda che siamo fatti “a sua immagine”, prima di proporci messa e recita dell’angelus, e investe Vespa della responsabilità di non far torto a nessuno.
Così la sera della messa in onda di Sex Crimes and Vatican due ore buone di segreti di Fatima sono d’obbligo.
 
Rete 4 preferisce le quote rosa, e così è Irene Pivetti a presentarci in prima serata 120 minuti di miracoli. Chicche eterogenee per ogni gusto, dalle madonne che piangono sangue (umano), a servizi come “In diretta con Gesu’” (tanto il sabato sera è libero anche lui), o “Sedetevi e moltiplicatevi” (ove la conclusione è: no a fecondazione assistita perché c’è Santa Francesca). Tralasciando naturalmente i caratteri scientifici, perché “non è importante che il miracolo annuale di san Gennaro sia stato spiegato scientificamente: qui la gente ci crede”.
E non sarà rete4 a deluderli.
 
Parlare di fondamentalisti islamici va di moda, perché ogni immagine che c’arriva da quelle parti sa di religione. E’ curioso però come il classico albergo italiano e la classica tv vista da uno straniero, non ci farebbero apparire molto diversi.
 
E a questo proposito, novità in vista per le messe televisive: trema la poltrona dell’arcivescovo Piero Marini, regista impegnato dall’87 nella messa in onda mondiale delle liturgie tv e, pare, non molto gradito a Papa Ratzinger.
Con Giovanni Paolo II la forma era diventata meno romana, più internazionale; il canto gregoriano e la polifonia non venivano più utilizzati, sostituiti da musiche più consone ad Asia, Africa e paesi latini.
 
Troppa allegria per il pastore tedesco.
 
Peccato però.
Peccato che proprio non abbia capito: l’efficacia dell’uso del mezzo televisivo per l’evangelizzazione è forte.
Ma lo è proprio grazie all’affetto che il telespettatore porta verso quel mezzo che per anni l’ha coccolato, viziato, divertito e tentato.
 
Insomma caro Joseph, meglio un prete all’isola dei famosi, che una messa in latino.
 
JS
 
 
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trattasi di religione, televisione
giovedì, 07 giugno 2007
Tutti contenti. Un grande successo, un segnale, un bel risultato.
Gli otto punti G si sono incontrati e l’orgasmo sembra generale.
Non tutte le reazioni sono chiare, e nonostante il coito per qualcuno sia stato interrotto, in coro prendendo la porta dicono “è stato bello”.
 
Che George Walker - Texas Ranger – Bush si dichiari soddisfatto è comprensibile: 4 passi per l’Europa non fanno male a nessuno. Con lo scudo spaziale l’aveva sparata grossa, ma Vladimir dice che se realizzato insieme ed in una base in Azerbaigian può andare.
Cosa si può chiedere di meglio da una lunga gita se non un bell’affare?
 
Nemmeno che Stephen Hadley commenti “Un’idea interessante” fa sussultare.
Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa sa che la guerra non è fredda, è caldissima, e che meglio di così non poteva andare. So cool.
 
Ma in Europa l’edonismo è storico e il piacere si esibisce anche se mai provato, tanto che alcune reazioni colpiscono.
 
La proposta tedesca, fissare la quota delle emissioni di gas ad effetto serra al 50% in meno entro il 2050, non è stata sottoscritta, e Angela Merkel colma di piacere parla di " un grande successo e un importante segnale per la conferenza Onu di dicembre sul clima".
 
Tutto quello che sul tavolo c’è stato è un “impegno” per la riduzione sostanziale dei gas, senza vincoli o target di riduzione. Un impegno: la dieta comincia sempre domani.
Si aggiunge Prodi e dice che si è raggiunto "un buon compromesso sul clima", seguito da José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea: "un grandissimo risultato".

E’ proprio vero che il punto G è difficile da trovare.
 
JS
 
 
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trattasi di politica
mercoledì, 06 giugno 2007
Come di consueto, alleggerimento infrasettimanale.
 
Il Papa rivolge un appello da San Pietro: “attenzione al clima e agli enormi problemi del continente africano”, ha detto prima di saltare sopra Milingo e farsi portare a bucare profilattici.
 
Per il g8 a Roma niente zone rosse: Mastella le vuole azzurre e propone le “zone della libertà”.
Giordano replica che se proprio devono essere rosse, che ci si butti la Brambilla e non se parli più.
 
Pare che una decina d’anni fa a Messina Giuseppe Maniaci e Salvatore Micali parlassero al telefono di un probabile rapimento a Maria Grazia Cucinotta, poi fallito.
L’Anica, associazione industrie del cinema, si è dissociata immediatamente: “non c’entriamo: la nostra parte l’abbiamo messa ma non se ne è fatto più niente”.
 
Berlusconi propone lo sciopero fiscale perché è stato rimosso un generale della guardia di finanza.
Geniale statista: a questo punto si può pure fare a meno di nominarne un altro.
 
Un morto su cinque in Italia a causa dell’ambiente.
Vedere tutti i giorni Pecoraio Scanio non fa benissimo.
 
Il senatore De Gregorio è indagato a Napoli per riciclaggio.
Poche reazioni, neanche gli ambienti camorristi se ne stupiscono.
D’altronde il nome del partito era chiaro: gli italiani nel mondo.
 
La metà degli italiani non utilizza Internet. Come dargli torto con un post come questo in giro?
da domani noiosi come sempre
JS
 
AGGIORNAMENTO
La fascinosa trudilollosa mi ha (ahilei) coinvolto in una catena di sant'antonio.
Rispondo qui
 
Cose da rottamare
Tutte le sigarette (e non solo le sigarette) fumate in questi anni.
Che significherebbe due polmoni in più e un attico in centro con terrazzo mediterraneo.
 
Soluzione sostitutiva
Mi vado a vedere la Biennale e la mostra di Barney e mi riempio di cataloghi. TUTTI. Tiè.
 
Non mi resta che passare la palla ai fortunati:
 
BoucheRouge (perchè conosce gli uomini e a rottamare farà presto)
 
LauraWriter (perchè troppo spesso siamo d'accordo sulle rottamazioni dell''attualità)
 
LeAAA (perchè riesce ad essere surreale)
 
Ecco fatto.
Oh, come si sta meglio quando la patata è passata.
 
JS
 
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trattasi di pensieri
lunedì, 04 giugno 2007
 
Roma- 2 giugno 2007
 
Dove sono? Quanto tempo è passato?
E’incredibile, mi sembra di aver fatto un pisolino e mi dite che sono anni.
Avete voglia di scherzare? Un po’ di rughe ci sono, anche il bel viso di mia moglie sembra stanco. Eppure non ci credo, non mi sono accorto di nulla. Prima guardavo la tv, c’era Striscia la notizia, c’era Costanzo… molta pubblicità è vero, ma l’acqua, la mafia, ne parlavano anche l’altro giorno…si, insomma, quando sono andato a dormire.
 
Parlavano del malcontento generale: ma non li hanno ancora processati? C’erano vicini, me lo ricordo, lo stavano facendo…. Si diceva che qualcosa non andasse, e la gente cominciava ad essere stanca; che presto un gran polverone avrebbe spazzato via tutto. Buscetta l’hanno preso, questo me lo ricordo, dice che comandava tutti con dei bigliettini amministrazioni comunali comprese. Mm no, Provenzano mi ricorda poco…ma che importa, se è passato il tempo che sostenete sarà roba vecchia.
 
La finisce con queste foto per favore?- sono stordito la smetta con quel flash.
 
Le ho detto di no, di Provenzano ricordo poco, solo che era uno sotto quel Buscetta che scappava…ma sa quanti ce n’erano? Sono andato a letto che gli arrestati erano 350, e se mi dite che è molto che sto qua, beh qualcuno può essere sia tornato libero, anche se tra mafia e mazzette per la maggior parte avranno buttato la chiave, è ovvio. Comunque io ancora non ci credo e ve lo dimostro: tesoro, passami il giornale per favore. No, non quello di oggi!, non so neanche che giorno sia oggi; sì, quello che avevo lì vicino al letto quando mi sono coricato.
Ecco, parlano di Silvio Berlusconi, il delfino, quello che piaceva a Craxi, , e di questo avete ragione ricordo poco: comprava la standa, andava tanto bene con le tv che pensava alla Mondadori, si parlava della Mammì ricordo che la questione era delicata…ah fa politica? allora in effetti è preistoria, avranno dovuto sistemare per forza quel discorso sulle proprietà delle telecomunicazioni.
 
Cara spegni la tv per favore, quante volte te lo dicevo che Andreotti non lo posso vedere?Ecco la prova, dite panzane, sono balle queste degli anni: sono tutti lì, vede Martelli? parla con De Michelis alla tribuna politica. Certo che anche loro sono invecchiati, un po’ di tempo dev’essere passato.
 
Bush, Iraq, Iran: gli argomenti sono quelli, avrò dormito una settimana, ero indietro col sonno, cos’è un reato adesso? Quella guerra stava finendo e sembravano tutti stanchi ma soddisfatti.
Saddam è stato ucciso? Questa l’ho persa. L’Iran in effetti non era morbido, e se ne state parlando ancora adesso…
…come giustiziato dagli Stati uniti??Bush figlio? ma se nemmeno il padre lo considerava…poi in quei giorni diceva “Saddam Hussein è una forza di stabilità nella regione”.
Comincia a girarmi la testa, qualcosa non mi torna.
 
Ho preso sonno leggendo Repubblica. Avevo dentro di me come una sensazione di attesa prima della liberazione, della pulizia. Si sentiva che qualcosa stava cambiando, bisognava aspettare solo il momento giusto e poi era sicuro non sarebbe mai stato come prima.
 
 Guardi leggevo qui:
“Se il buco della corruzione non verrà illuminato a fondo, sarà inutile che i partiti strillino contro quello che loro chiamano qualunquismo. E non gli servirà nemmeno accusare i giornali o i giornalisti d’essere al servizio di questo o di quel potentato industriale. Quand’anche i giornali non stampassero più una parola sulla corruzione pubblica, il giudizio dei cittadini non muterebbe. Infatti, la gente sa.” (1 aprile ’88 -Giampaolo Pansa – Repubblica).
 
Forse potevo dormire ancora dieci minuti.
 
Dedicato a Jan Grzebsky, polacco risvegliato dal coma dopo 19anni, ovvero dal regime comunista di Jaruzelski alla "decomunistizzazione" dei gemelli Kaczynski.
Dedicato agli anni che passano. Alle cose che cambiano, forse da qualche parte, nel Mondo.
Al futuro che declinato presente suona sempre diverso, al passato che non è mai passato.
 
JS
 
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trattasi di pensieri, politica, societÃ