POLVERE POLITICA
Una propaganda di ansia e preoccupazione è stata diffusa ad arte intorno alla manifestazione vicentina "No dal molin" di domani. Sollevato dalla politica, il polverone ha investito tutti, a cominciare dai giornalisti. Ancora una volta, una categoria che in Italia riesce sempre a distinguersi per il peggio, almeno nell'informazione di massa.
Tutti a fare a gara nel seminare panico, meglio se confondendo le idee; così, black block, brigatisti, sindacalisti e comuni cittadini sono sulla stessa barca: non si parla della base militare, non si accenna a che cosa servirà una volta costruita, non si ascoltano i motivi dei tanti no da mesi urlati da una popolazione inascoltata fin dall inizio, ignorata se non addirittura tenuta all'oscuro fino all'ultimo, su un'iniziativa tanto traumatica per una cittadina quanto per uno Stato che dovrebbe essere SOVRANO e RIPUDIARE LA GUERRA.
Fa comodo a destra e sinistra ugualmente, d'accordo sulla base ma soprattutto sulle decisioni prese dall' alto (mortificante che la TAV non abbia insegnato niente), e d'accordo sul parlar d'altro, come sempre. Fa comodo ai giornalisti, i titolisti del punto esclamativo, che possono così politicizzare oppure limitarsi al lavoro di dichiarazioni Ansa che è facile e soprattutto super partes. Fa comodo infine ai violenti, a coloro che domani saranno lì a distribuire violenza gratuita, ormai quasi giustificati da un'attesa da non deludere.
Se domani ci dovessero essere scontri, nonostante i cittadini, le migliaia di partecipanti ulteriori e pacifiche e le forze dell'ordine in tutti i modi cercheranno di evitarlo, la responsabilità sarà certo dei violenti. Ma sarà anche, e in buona parte, di chi in questi giorni ha cavalcato l'onda dell'allarmismo, della propaganda, della violenza verbale.




